domenica 19 novembre 2017

Il Bacco del Caravaggio, tra sensualità ed ironia.

Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, iniziò a formarsi nella fase della sua prima educazione a Milano. Il periodo lombardo fu molto importante per la formazione dell'artista, in quanto ebbe modo di entrare in contatto con molti pittori veneti, ma soprattutto con molti pittori lombardi, tra cui si ricorda il Savoldo al Romanino e il Moretto, da cui trae ispirazione per la resa della luce nei dipinti.

Il Caravaggio, nelle sue opere, si discosta notevolmente dai canoni classici della pittura, criticando notevolmente la pittura ufficiale romana. L'opera d'arte esaminata in questo post artistico è il Bacco realizzato nel biennio compreso tra il 1593 e il 1594 e custodito presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. E' stato dipinto secondo la tecnica pittorica dell'olio su tela. Il soggetto rappresentato è il Bacco che viene dipinto in modo molto differente rispetto ai soggetti mitologici ritratti da artisti rinascimentali come BotticelliMichelangelo che vengono dipinti sulla tela con dei canoni di vera e propria bellezza ideale che rimanda ad un'idea di perfezione divina.

Caravaggio rappresenta il dio Bacco in età giovanile in una posa più umana e non divina, colto nell'atto di sollevare un calice di vetro colmo di vino. Quindi l'artista lombardo "immortala" nella sua tela un episodio di vita quotidiana. Il Bacco viene dipinto come un comune giovane dall'aria rilassata e con uno sguardo intorpidito dal vino. Il dio è ritratto in posizione frontale, mentre è assiso davanti ad un tavolo su cui è disposto un grande canestro di frutta stagionale e una caraffa di vetro ricolma di vino rosso. Non ha vesti ed è solo ricoperto per metà con un lenzuolo bianco. Ha il capo coronato di foglie e di pampini d'uva dai molteplici colori. Il colore dell'incarnato è roseo e morbido, le labbra sono carnose e il colore delle guance è più rosso a causa del vino bevuto.
Con la mano destra tiene un fiocco nero annodato. Lo sguardo del dio, inebriato dal vino, nasconde un sottile tono ironico misto a sensualità. Si tratta di un quadro che rappresenta scene di vita quotidiana ritratte con una grande naturalezza dall'artista che sembra avere scelto un suo amico come soggetto facendolo mettere in posa in tono scherzoso.

I colori utilizzati sono il rosa per l'incarnato, il rosso per il vino, il verde per il colore delle foglie, il bianco per la colorazione del lenzuolo, il marrone per la colorazione dello sfondo, l'arancione e il verde per la colorazione della frutta e il nero per i capelli. Sembra quasi che il Caravaggio, con quest'opera, voglia porre lo spettatore davanti ad un gioco scherzoso, con l'intenzione di stupirlo.

domenica 5 novembre 2017

La raffinatezza dei colori nelle Tre età di Gustav Klimt

Gustav Klimt è uno degli artisti del primo Novecento che fa un ampio uso dei colori. Le sue tele riproducono i soggetti centrali in un turbinio di colori che lascia lo spettatore incantato e a bocca aperta. Uno è il quadro oggetto di questo post artistico: Le tre età.



Le tre età è un'opera artistica realizzata da Klimt nel 1905 e che è custodita presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna
e Contemporanea di Roma. La storia dell'opera è molto interessante: fu presentata dall'artista nell'anno 1910 presso la Biennale di Venezia, suscitando grande scandalo.
Vengono rappresentate sulla tela le tre fasi della vita della donna in chiave completamente allegorica e introspettiva.
Le tre età può essere interpretata secondo varie sfaccettature:
- il suo significato potrebbe essere ad esempio il passaggio dall'infanzia allegra e spensierata all'età della vecchiaia;
- l'opera potrebbe invece anche essere simbolicamente interpretata come una continua rinascita della donna dalla vecchiaia fino alla fanciullezza, attraverso i vari stadi della vita;
- un altro significato allegorico si può notare analizzando l'opera artistica in maniera verticale, ponendo a confronto il ventre infecondo e gonfio della donna anziana e quello fecondo della giovane donna colta nell'atto di stringere a sé sua figlia.
Lo sfondo - molto geometrico - è caratterizzato dalle presenza di colori contrastanti tra di loro e molto preziosi: il dorato luminoso, il grigio ed il nero. Questi colori ricordano in modo evidente delle sete e delle pietre molto rare e preziose. Invece i soggetti in primo piano sono snelli e, come detto in precedenza, rappresentano le tre età della vita.

Dall'alto verso il basso vengono rappresentati i tre soggetti della tela: la donna anziana viene rappresentata nuda, con il braccio sinistro che copre gli occhi e il braccio destro poggiato sul corpo. La donna presenta tutti i segni della vecchiaia: il ventre gonfio, la schiena ricurva, un corpo molto magro, un colorito del corpo molto spento, ecc...

Al centro del dipinto invece viene rappresentata la giovane madre, la quale è sempre nuda, presentando sul suo corpo solo un velo chiaro dai colori azzurrino e violetto. La giovane donna viene colta nell'atto tenero di abbracciare la sua bambina, con un volto sereno e felice. E' una donna molto bella, dai cappelli biondo oro sui quali sono presenti dei piccoli fiori concentrici. La bambina invece viene rappresentata con un'espressione molto tenera, dal colorito roseo e stretta alla mamma.
A livello psicologico sembra che Klimt voglia rappresentare sia il senso della precarietà della vita attraverso l'espressione della donna anziana che si copre gli occhi, la quale deve affrontare uno dei momenti più difficili della sua esistenza, ovvero l'andare incontro alla morte e dall'altro lato la bellezza attraverso il volto e il corpo della giovane madre posta in posizione frontale al centro della tela.

Colui che osserva questo dipinto rimane estasiato dalla bellezza dei soggetti rappresentati così come anche dall'elemento coloristico predominante che rende il quadro affascinante e allo stesso tempo ammaliante.

domenica 29 ottobre 2017

La modernità di Picasso tra classicismo e cubismo

Alle Scuderie del Quirinale di Roma ho avuto il piacere di visionare circa 100 tele del pittore cubista Pablo Picasso. Sono presenti i dipinti compresi tra il 1915 e il 1925, i quali sono collocabili tra il periodo classicista e il periodo cubista dell'artista spagnolo. Si tratta di opere artistiche provenienti dai più prestigiosi musei del mondo, come per esempio le Centre Pompidou di Parigi, il Metropolitan Museum di New York, la Fundaciò Museu Picasso di Barcellona, ecc...

La mostra di Roma si sofferma in particolar modo sulla tecnica stilistica del pastiche, di cui Picasso farà uso in molte sue tele. Inoltre si vede anche l'uso da parte del pittore spagnolo di varie tecniche pittoriche moderniste, mostrando una grande abilità di sperimentazione: passa dall'utilizzo di superfici di tipo decorativo nel contesto dei collage al realismo fino a ricorrere al ritratto e alla natura morta.

Vengono rappresentate sia delle opere del pittore appartenenti al classicismo sia delle opere appartenenti invece al periodo cubista.


Tra i quadri appartenenti al periodo classicista rappresentanti maschere della Commedia dell'Arte ricordiamo ad esempio Arlecchino con specchio dipinto nel 1923 e custodito presso il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Si tratta di un quadro dipinto secondo la tecnica pittorica dell'olio su tela e rappresentante uno dei soggetti della Commedia dell'Arte più affascinanti per Picasso: l'Arlecchino.
Arlecchino viene ritratto nell'atto di guardarsi allo specchio e con un'espressione seria e malinconica allo stesso tempo. Il costume che indossa è finemente decorato con delle colorazioni blu scuro e bianco. Il berretto indossato è quello tipico della celebre maschera ed è di colore nero.
Altri colori che vengono utilizzati sono il rosa per la resa dell'incarnato del giovane Arlecchino, il marrone per la colorazione del luogo in cui il soggetto è seduto ed infine il celeste e il bianco per la resa dello sfondo circostante.






Una delle opere che mi ha maggiormente colpito tra quelle presenti alla mostra è senz'altro Arlecchino con violino, in cui il pittore mostra una grande passione per la Commedia dell'Arte. Questo dipinto è stato realizzato nel 1918 ed è custodito a Cleveland presso il The Cleveland Museum of Art. Si tratta di un quadro realizzato secondo la tecnica pittorica dell'olio su tela. Viene rappresentata la celebre maschera dell'Arlecchino facente parte della Commedia dell'Arte, senz'altro la preferita di Pablo Picasso che la ritrae in tante sue opere. In Arlecchino con violino molto evidente è il passaggio definitivo dell'artista spagnolo alla tecnica pittorica cubista, considerando che il corpo e il costume di Arlecchino sono realizzati con delle figure geometriche molto evidenti, come i rombi, i quadrati e i rettangoli. Anche lo sfondo circostante è caratterizzato dalla presenza di figure geometriche in particolar modo rettangolari.
I colori utilizzati sono in particolare modo il grigio e il bianco per la realizzazione dello sfondo e il nero, il blu e il grigio per la colorazione del corpo della maschera e dei vestiti.


Ho voluto confrontare questi due dipinti, perché non solo hanno attirato la mia attenzione nel corso della mostra, ma anche perché rappresentano il medesimo soggetto ma utilizzando due tecniche pittoriche differenti: la tecnica pittorica classica e la tecnica pittorica cubista.

Ho potuto ammirare centinaia di tele di Picasso nel corso della mostra in corso presso le Scuderie del Quirinale di Roma, potendo osservare con grande ammirazione la grande abilità dell'artista nel sapere adottare varie tecniche stilistiche moderne, riuscendo sempre e comunque a colpire l'attenzione  dell'osservatore.


domenica 22 ottobre 2017

Al Complesso del Vittoriano la magia del colore nell'arte in compagnia di Claude Monet

Dal celebre Musée Marmottan Monet di Parigi sono giunte a Roma, nel complesso del Vittoriano, tantissime e favolose tele del padre dell'impressionismo Claude Monet.
In questi lavori dell'artista francese è possibile riscontrare la sua grande capacità di catturare tutto ciò che è presente nella natura circostante e riprodurlo su tele realizzate con la tecnica della pittura ad olio. Ogni paesaggio - da quello più luminoso a quello più scuro e invernale - viene reso con delle pennellate rapide, luminose e cariche di energia. La natura in ogni suo minimo particolare appare allo spettatore in tutta la sua rigogliosità e in tutto il suo splendore.

Tra le tante opere che ho potuto apprezzare, avendo avuto modo di vedere la mostra di Monet a Roma, quelle che hanno maggiormente attirato la mia attenzione sono le seguenti: Il castello di Dolceacqua del 1884;Barca a vela. Effetto sera del 1885; Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi del 1905; Le rose del 1925-1926.






Il castello di Dolceacqua (The castle of Dolceacqua), dipinto nel 1884, fu un'opera che Monet realizzò nel corso del suo soggiorno in Liguria durato ben 79 giorni (dal 18 gennaio 1884 al 3 aprile dello stesso anno). Come è riscontrabile dalla lettera scritta dall'artista all'amico Durand-Ruel: "Tutto è mirabile, e ogni giorno la campagna è più bella, ed io sono stregato dal paese. Qui tutto è bellezza e il tempo è superbo", questo viaggio in terra italiana fu molto importante per la formazione professionale del genio artistico francese. Il pittore, con la tecnica en plein air, dipinge il paesaggio del borgo medievale di Dolceacqua, concentrandosi sulla costruzione del castello di Dolceacqua che svetta su una collina e sul ponte che si scorge dal basso. Situato nella provincia di Imperia, il borgo di Dolceacqua è stato oggetto nel corso della storia di tantissimi insediamenti sin dalla preistoria e nel corso del Medioevo, nel 1177, i conti di Ventimiglia decisero di costruire un castello-fortezza abbarbicato sulla collina avente una funzione difensiva; questo castello sarebbe poi diventato celebre circa 100 anni dopo grazie alla famiglia genovese dei Doria che ne prese possesso.


Monet rimase talmente affascinato e "stregato" da questo paesaggio che decise quindi di ritrarlo in una tela dalle pennellate rapide ed energiche dai colori luminosi come ad esempio il celeste per la resa del cielo, il marrone e il verde per la rappresentazione della natura, il giallo e i colori chiari per la rappresentazione del ponte e del castello.




Barca a vela. Effetto sera (The sailing Boat. Evening Effect) fu dipinto da Claude Monet nel 1885 nel corso del suo soggiorno in Normandia dal 1880 al 1885, in cui egli rimase molto colpito dalle falesie e dal mare della Normandia. Nel dipinto non viene rappresentata una scena paesaggistica statica, ma una scena in movimento, ovvero la barca a vela che fluttua sul mare. Il dipinto venne realizzato con delle pennellate molto lunghe e la materia è spessa. Il soggetto rappresentato quindi vuole rendere l'idea del movimento e della grande forza della natura rappresentata da terra e mare che vengono quasi colti come se fossero "in lotta" tra di loro.

I colori utilizzati per la resa del paesaggio sono il giallo vivo, il bianco e il rosso per la colorazione del cielo; il verde, l'azzurro e il giallo per la colorazione del mare e infine il blu scuro per dipingere la sagoma della barca a vela che si scorge al centro della scena rappresentata.






Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (fu dipinto nel 1905 e nella mostra romana si trova nella sezione di dipinti chiamata "Monet, cacciatore di motivi" in cui è possibile scorgere tutte le opere artistiche che il pittore francese realizzò nel corso dei suoi tanti viaggi. Londra fu una delle capitali che visitò con grande interesse, poiché rimase affascinato dalla visione delle tante opere artistiche realizzate da Constable e da Turner. In questo celebre dipinto viene rappresentato il Parlamento di Londra avvolto dalla nota fog londinese (nebbia) che avvolge la capitale britannica nei mesi autunnali e invernali. I colori utilizzati nella tela sono il grigio e il bianco per rendere l'idea della nebbia, il blu scuro e il nero per dipingere il castello ed infine il giallo e l'arancio per il colore del fiume Tamigi.






Le rose (The roses) fu dipinto nel biennio 1925-1926. Questo dipinto rientra nel ciclo di opere rappresentanti i fiori, uno degli elementi della natura che Monet predilige più di ogni altro, considerando la sua grande passione per il giardinaggio.


In questa tela vengono rappresentate le rose rosa, le quali infondono nello spettatore una sensazione di pace e armonia. Il quadro è di grandi dimensioni e colpisce notevolmente chi lo osserva in primo luogo per i colori scelti dall'artista: dal rosa vivace utilizzato per dipingere le rose, ai verdi scuro e chiaro usati per dipingere rami e foglie fino al celeste chiaro del cielo, in secondo luogo, nel momento in cui ti trovi davanti a questo dipinto, rimani stupefatto dalla bellezza del soggetto che Monet ha scelto. E' quasi possibile infatti captare le sensazioni che l'artista ha voluto trasmettere nella rappresentazione di questi bellissimi fiori: pace e tranquillità d'animo.


Andare a vedere la mostra del maestro francese è stata un'esperienza bellissima e indimenticabile, poiché mi ha lasciata non solo entusiasta, ma mi ha trasmesso anche delle emozioni bellissime, come per esempio l'amore sempre più incondizionato verso la natura e la pace che essa mi ha trasmesso: una natura che l'uomo purtroppo non capisce e che ahimé rovina, quando in realtà bisognerebbe sempre rispettarla!



















domenica 14 maggio 2017

Frida Kahlo, una vita tra passione, amore e dolore


Frida Kahlo nacque a Città del Messico il 6 luglio 1907. Visse in un contesto storico rivoluzionario, caratterizzato dalla rivolta popolare contro il governo al potere. Città del Messico divenne una città molto importante. Frida era molto giovane in quel periodo, quando conobbe Diego Rivera, grande pittore e muralista messicano che poi sarebbe diventato il grande amore della sua vita e suo marito.
Dopo un grave incidente, che la bloccò a letto, Frida iniziò a dipingere, mostrando una grande passione per la pittura: molti dei quadri che realizzò ritraevano sé stessa. 
Importante nella vita della donna fu la figura di Diego Rivera, come sopra accennato; egli era un grande pittore messicano, che fondò il partito comunista messicano. Frida Kahlo iniziò a essere affascinata da Diego, che imparò a conoscere meglio presso l'abitazione dell'amica Tina Modotti. 

Frida continuò a cimentarsi nell'ambito artistico, vedendo l'arte un mezzo per esprimere l'amore e la passione. Nell'agosto del 1929 la donna sposò Diego, diventando la sua terza moglie. In lui la donna trovò una figura di riferimento, da cui si sentiva protetta e con cui faceva innumerevoli viaggi attraverso tutto il Paese, riscoprendo le tradizioni messicane, le forme artistiche muraliste. Un evento che però sconvolse la sua vita fu la morte del suo bambino, mentre era ancora incinta. Da quel momento iniziò a indossare i vestiti della tradizione india, ritraendosi con questi indosso. Presto il marito, noto per la sua fama di pittore, venne invitato negli Stati Uniti e Frida partì con lui.
L'uomo iniziò le sue grandi tappe in città come San Francisco e Detroit, potendo dipingere per le masse operaie del suo Paese; questo gesto ebbe per lui gravi ripercussioni, in quanto venne espulso dal Partito comunista messicano. Egli dovette subire anche la soppressione di un suo celebre affresco che Nelson Rockefeller - suo commitente - ritenne troppo rivoluzionario.

Frida non amava però gli Stati Uniti per cui provava una grande repulsione, pertanto il suo unico pensiero era solo quello di fare ritorno nella sua amata Città del Messico. Si sentiva molto sola, rimase incinta e anche stavolta perse il suo bambino. Per uscire dalla grande depressione che la stava invadendo, iniziò nuovamente a dipingere incessantemente. I vecchi ricordi dolorosi come la perdita del suo primo bambino e l'incidente che le segnò la vita continuavano a tormentarla. Il rapporto con il marito divenne sempre più complesso e questi iniziò anche a tradirla, provocando grande dolore nella moglie che iniziò anche lei a frequentare altri uomini. Nonostante queste insormontabili difficoltà la loro abitazione però continuò ad essere un centro d'incontro per molti intellettuali stranieri dell'epoca che si rifugiavano in Messico.(tra questi ricordiamo André Breton e Lev Trockij)
Per la sua passione artistica, Breton definiva la Kahlo come pittrice prettamente surrealista; lei invece affermava che dipingeva solo ciò che sentiva, quindi le sue emozioni. Il suo successo crebbe, divenne una grande artista apprezzata nel mondo, tenendo anche numerose mostre. Il successo però non le bastava, vedendo presto naufragare il suo matrimonio, divorziando dal marito Diego. 


La donna divenne sempre più depressa, provando rancore verso il mondo. Con l'omicidio di Trockij essendo considerata una delle persone sospette della morte dell'uomo, le condizioni di vita della donna peggiorarono sempre più, essendo sottoposta a continui interventi chirurgici. Proprio vedendo la sua ex moglie così sofferente, Rivera decise di rifarsi avanti, sposando per la seconda volta la donna nel 1940. La pittrice continuò a dipingere intensamente nella sua abitazione, riversando tutti i sentimenti possibili: dall'amore per la vita al dolore provato in determinate situazioni. Fu dunque una donna dal temperamento passionale, molto innamorata del suo uomo e capace di provare anche dei sentimenti di grande dolore.


domenica 23 aprile 2017

Raffaello Sanzio e la rappresentazione del mito greco: Le Tre Grazie.



Indiscusso genio dell'arte rinascimentale italiana è senz'altro Raffaello Sanzio, nato nella città di Urbino il 6 aprile del 1483. Il suo vero cognome è Santi, da cui Sanzio che è stato latinizzato in Santius. Spinto dal padre Giovanni, inizia a studiare la prospettiva  e l'arte del disegno, dimostrando di avere un grande talento. Il padre affida la sua formazione al grande maestro Perugino; Raffaello mostra subito una grande competenza nell'arte pittorica, realizzando delle opere artistiche in cui si scorge sia una grande delicatezza nelle pennellate sia una grande ispirazione al gusto stilistico del Pinturicchio. Dopo avere ottenuto alla giovane di 17 anni il titolo di magister decide di lasciare la bottega del Perugino, per potere quindi iniziare la sua attività pittorica.

L'opera che verrà presa in analisi è Le Tre Grazie realizzata tra il 1503-1504 dal pittore con la tecnica artistica dell'olio su tavola e custodita nel Museo Condé di Chantilly. Il dipinto fa parte di un dittico insieme all'opera artistica Sogno del cavaliere che si trova presso la National Gallery di Londra. L'opera Le Tre Grazie faceva parte della collezione Borghese e fu successivamente acquistato da Henri Reboul - Sovraintendente della Repubblica Romana in era napoleonica - nel 1800, per poi essere portato in Francia nel 1803. In seguito fu anche parte integrante di varie collezioni private inglesi, per poi essere acquistato dal duca d'Aumale che lo riportò in Francia, precisamente nell'attuale museo che lo custodisce. Il dipinto è probabilmente stato realizzato tra il 1503-1504, date del breve soggiorno del Sanzio a Roma in onore dell'incoronazione di Giulio II come papa.

Il quadro rappresenta un tipico soggetto mitologico greco di epoca ellenistica, ovvero le Tre Grazie, il quale da sempre è stato rappresentato da vari artisti sia come affresco sia nell'ambito di gruppi scultorei di epoca romana. Il quadro ritrae le tre Grazie e Raffaello le avrebbe dipinte dopo avere visto il soggetto pittorico nella città di Roma e a Siena nel corso di uno dei suoi tanti soggiorni.
Tradizionalmente le tre fanciulle rappresenterebbero Castitas, Pulchritudo, e Amor. Le donne hanno tra le loro mani delle mele che allegoricamente, in correlazione al dipinto Sogno del cavaliere facente parte del dittico, simboleggerebbero una sorta di ricompensa verso l'uomo che potrebbe avere scelto una vita non sfarzosa dopo un percorso molto complesso e caratterizzato da varie asperità o che avrebbe vissuto un'esistenza umile con pochi beni materiali che lo avrebbe destinato alla salvezza.
La mela acquisisce probabilmente nell'opera il simbolo dell'immortalità.

Al centro della scena dominano le tre figure femminili, mentre il paesaggio circostante è un paesaggio naturale, in cui non si riscontrano degli elementi di grande rilievo. Il pittore utilizza, per la resa del colore, dei colori che rimandano ai colori della terra: il giallino e il marrone del suolo; per la pelle delle fanciulle viene usato il rosa e per le mele il rosso. Successivamente sembra che Raffaello abbia apportato infine qualche modifica all'opera.

domenica 11 settembre 2016

Kandinskij: armonia, musica e geometria.


Vasilij Vasil'evič Kandiskij è un pittore russo del Novecento, è il fondatore e il maggiore esponente della corrente artistica dell'astrattismo. È figlio di un ricco commerciante di tè e, dopo essersi trasferito a Monaco con i genitori, dopo poco tempo si trasferisce dalla zia Elizabeth Ticheeva a Odessa, apprendendo successivamente nozioni di disegno.

Dopo avere imparato a suonare il violoncello, continua la sua formazione artistica, prendendo sia delle lezioni di disegno sia delle lezioni di pittura.


Dopo avere sposato Anja Čimiakinm si trasferisce nel quartiere di Scwabing a Monaco, avendo modo di frequentare grandi artisti, musicisti, rivoluzionari e intellettuali russi. La sua attività artistica raggiunge il massimo fulgore quando inizierà a dipingere quadri come ad esempio Giallo, rosso, blu realizzato con la tecnica della pittura ad olio nel 1925 e conservato nel Musée national d'Art moderne di Parigi. L'elemento fondamentale della tela è il colore: a dominare sono il giallo, il rosso (colori caldi) e il blu (colore freddo) in un gioco di contrasti di luce e armonia attraverso gli strumenti musicali riprodotti in modo astratto; l'artista russo vuole rendere l'idea dell'armonia della musica. Ciò che colpisce è che, attraverso la tela, Kandiskij vuole trasmettere delle sensazioni di tranquillità all'osservatore. L'armonia dei colori viene resa mediante linee diagonali e toni sfumati di rosso, giallo e blu. L'elemento straordinario del quadro è in particolare modo l'accostamento dei colori agli strumenti musicali.


In molte opere in cui rappresenta la musica, infatti, Kandinskij accosta a ogni colore un suono preciso, un'emozione, una sensazione, un profumo, poiché per lui ogni colore é capace di produrre determinati effetti sull'anima. Il rosso per esempio rappresenta la sofferenza provocata dal dolore, in quanto assomiglierebbe al sangue, il giallo, accostato al limone, rimanderebbe all'acidità, ecc...

In questo dipinto la parte destra sembra opporsi alla parte sinistra. Nella parte destra domina il blu associato al viola che definisce il contorno; nella parte sinistra invece domina il colore giallo nello sfondo, chiudendo in qualche modo lo spazio e vengono rappresentate delle forme rettangolari, rotonde e triangolari rosse e blu.


Nel quadro è chiaro all'osservatore che, sovrapponendo i piani, il colore risultante è dato dalla somma dei piani adiacenti. La resa dello spazio in giallo, rosso e blu è tridimensionale e dà un'idea di ampiezza. Attraverso la visione di questo dipinto l'osservatore rimane dunque rapito dal colore, il quale rende l'idea di armonia e di serenità.

domenica 4 settembre 2016

Impression. Soleil levant: un attimo, un'emozione.

Impression. Soleil levant è un'opera artistica che fu dipinta mediante la tecnica pittorica dell'olio su tela nel 1872 e fu presentata in occasione della prima mostra impressionista del 1874. Inizialmente il quadro non aveva un nome e per poterlo esporre alla prima mostra degli impressionisti gli fu dato il titolo "Impressione".

Questo dipinto fu realizzato da Monet en plein air, mentre stava osservando ammirato l'aurora nei pressi del porto francese di Le Havre. La tela era custodita nel museo Marmottan di Parigi, ma fu rubata nel 1985. Essa è uno dei capolavori indiscussi dell'impressionismo francese. L'elemento che contraddistingue Impression. Soleil levant è senza ombra di dubbio la luce, la quale viene resa dall'artista francese attraverso il colore che sembra essere stato scelto con cura proprio per rendere l'idea del sole che si riflette nell'acqua; la resa del colore serve anche per trasmettere l'idea della serenità, del silenzio che il pittore ha intorno a sé. Gli oggetti e le persone vengono rappresentate in secondo piano, lasciando spazio al paesaggio circostante. 


L'arancio è uno dei colori dominanti del dipinto e si riflette nell'acqua. In mezzo e sulla sinistra vengono rappresentate delle piccole imbarcazioni di pescatori ormeggiate, le quali però fanno da sfondo al paesaggio circostante, assumendo quasi l'aspetto di piccole ombre (soprattutto quelle collocate al centro del dipinto). Al centro, tra cielo e mare, è presente il sole dal colore arancio, i cui raggi si riflettono sull'acqua. Oltre all'arancio, vengono utilizzate sfumature di colore blu. La contrapposizione tra colori caldi (arancione) e freddi (blu) rendono l'idea della nebbia mattutina che si dipana nel cielo. 

L'obiettivo di Impression. Soleil levant è quello di cogliere l'impressione e la sensazione di un preciso attimo, quindi non quello di volere descrivere la realtà circostante. In questo dipinto quindi traspare una sensazione, uno stato d'animo di Monet nel preciso istante in cui osserva il sole del mattino riflettersi nell'acqua marina. Le emozioni e le sensazioni vengono inoltre ben rese mediante delle pennellate rapide (elemento tipico dell'arte impressionista). 
Impression. Soleil levant è uno dei primi quadri realizzati da Claude Monet ed è considerato uno dei quadri emblematici dell'impressionismo francese. 

sabato 3 settembre 2016

Raffinatezza e sensualità attraverso Il bacio di Klimt

Gustav Klimt nacque in Austria in data 14 luglio 1862, nella cittadina di Baumgarten. La sua formazione artistica iniziò all'età di 14 anni, quando l'artista austriaco iniziò a frequentare i corsi della scuola d'arte e mestieri austriaca. Iniziò a dedicarsi allo studio dell'arte applicata e presto iniziò a conoscere l'arte del mosaico e della ceramica.


Il pittore iniziò a esercitare la sua professione con grande zelo da subito e presto gli furono affidati vari incarichi come per esempio la decorazione di un celebre giardino austriaco che si trovava nel noto Kunsthistorisches Museum. Tante furono le opere che realizzò nel corso degli anni, potendo quindi fare sfoggio del suo estro creativo.


Una delle opere artistiche più celebri di Klimt è senz'altro Il bacio, custodita nell'Österreichische Galerie Belvedere di Vienna e dipinta dall'artista con la tecnica dell'olio su tela nell'anno 1907. I soggetti del dipinto, il quale è di forma quadrata, sono un uomo e una donna, i quali vengono colti nell'atto di abbracciarsi, mentre sono inginocchiati. Il piano di appoggio dei due amanti è uno spazio fiorito reso molto vivido dall'utilizzo di colori molto vivaci: il rosso, il verde e il giallo. Lo sfondo della tela invece è dorata e annulla l'idea della profondità spaziale. I due amanti sono vestiti con dei ricchi abiti dorati e sono differenti: l'abito dell'uomo presenta dei rettangoli di varie dimensioni bianchi, neri e arancioni perfettamente delineati, mentre l'abito della donna presenta delle curve concentriche di varie dimensioni di colore rosso, verde, blu, bianco, arancione.

Gli elementi visibili maggiormente del loro corpo sono i volti, le mani dell'uomo e le gambe della donna. Mentre la nuca dell'uomo si scorge di profilo, il volto della donna è perfettamente visibile ed è inclinato orizzontalmente. La resa migliore del dipinto è data proprio dall'espressione della donna, la quale è estatica e sensuale.


Proprio ne Il bacio, Klimt esplica la sua concezione di bellezza femminile, infatti, la donna viene descritta da lui come un essere sensuale e superiore rispetto all'uomo; lei è una specie di femme fatale, la quale ha le redini del rapporto amoroso. Questo aspetto ne Il bacio viene reso però attraverso l'interiorità femminile (l'espressione del volto femminile) e non attraverso gesti nel dipinto. Molto significativo è anche il luogo che è stato scelto per la realizzazione dell'opera: un luogo etereo, astratto e armonico in cui la sensualità dei soggetti rappresentati tende anche a armonizzare il conflitto e le diversità che emergono tra uomo e donna. E' come se in questo contesto mondo maschile e mondo femminile si fondessero e compenetrassero in particolare modo grazie al gesto dell'abbraccio.


Il colore che rende molto vivido il dipinto è senz'altro l'oro delle vesti e dello sfondo, che rievoca nell'arte di Klimt l'influenza dell'arte bizantina del V e VI secolo d. C. L'influenza dell'arte bizantina è visibile anche nella resa delle parti del corpo: infatti, le mani, i visi e i piedi sono tridimensionali, avendo anche una linea di contorno ben definita e un chiaroscuro molto sottile. I corpi degli amanti, lo spazio e i vestiti sono totalmente bidimensionali.


In sintesi il quadro ha come scopo quello di rappresentare la bellezza, la raffinatezza e la sensualità, aspetti molto importanti per l'epoca in Europa, in cui si manifestò il gusto della Belle Époque.


sabato 10 ottobre 2015

Il gusto raffinato della Belle Époque attraverso le opere artistiche di James Tissot

James Tissot è considerato uno dei pittori più amati e invidiati del suo tempo. Nato a Nantes nel 1832, Tissot vive tra Francia e Inghilterra, frequentando i luoghi della mondanità parigina e inglese. Il pittore francese non è collocabile in una precisa corrente artistica restando quindi la sua arte indipendente. Per molti critici nelle sue opere è riscontrabile un richiamo alle pennellate colorate e leggere dell'impressionismo, ma non lo si può collocare comunque in una precisa corrente artistica.

L'artista francese, in molte delle sue opere, rappresenta la società borghese dell'Ottocento grazie alla frequentazione degli ambienti d'élite parigino e inglese. Nelle sue opere vengono rappresentate donne bellissime, dagli abiti eleganti e dai gusti ricercati e raffinati. La raffinatezza e la ricercatezza sono degli elementi caratteristici della celebre tela Dama con ombrello, in cui viene ritratta Mrs. Kathleen Newton, donna inglese sposata che Tissot amava appassionatamente. Il dipinto, custodito presso le Musée Baron Martin in Francia, ritrae la giovane donna di profilo assorta nei suoi pensieri. L'abito della fanciulla è molto elegante, ornato di pizzo lungo le maniche e di colore nero. L'elemento che spicca nelle vesti è un bellissimo fiore di un intenso colore rosso. Mrs. Kathleen tiene un ombrello giapponese dai colori nero e giallo. L'ombrello è un elemento molto importante all'interno del dipinto, perché ricorda la passione del pittore francese per l'arte orientale ricorrente più volte nelle sue creazioni. I colori utilizzati per lo sfondo - il verde e il giallo - sono vivi e rendono l'idea della natura rigogliosa.


La bellezza è sempre un argomento ricorrente nel primo periodo artistico di Tissot. Per esempio l'opera La colazione sull'erba, realizzata tra 1881 e 1882, e custodita presso le Musée des Beaux-Arts de Dijon, ritrae ancora una volta la bellissima Kathleen Newton che rivolge lo sguardo verso il suo amato. La donna viene ritratta circondata da alcuni membri della sua famiglia in un contesto di vita quotidiana come la colazione. I colori utilizzati sono il nero degli abiti, il bianco della tovaglia imbandita, il rosso e l'azzurro dei cuscini e infine il verde del paesaggio circostante.

Quindi, nelle sue opere artistiche iniziali, Tissot presenta il gusto raffinato ed elegante tipico della Belle Époque parigina e dell'età vittoriana inglese, ricevendo plausi dai critici d'arte dell'epoca e essendo tutt'oggi uno degli artisti più apprezzati nel mondo.

giovedì 9 luglio 2015


Il genio creativo di Tiziano





Tiziano Vecellio è considerato il maggiore esponente della pittura veneta di età rinascimentale, realizzando nel corso della sua carriera artistica tantissime opere. Il pittore veneto si ispira a due grandi pittori come Giorgione e Giovanni Bellini in particolare modo per la resa dei caratteri tonali all'interno dei suoi dipinti. Tiziano è uno degli artisti più innovativi dell'era risorgimentale, poiché si stacca dai canoni stilistici classici tipici della pittura dell'epoca.
Attraverso pennellate semplici, egli riesce a trasmettere delle emozioni uniche agli estimatori dei suoi dipinti, smuovendo il loro animo e facendoli appassionare al suo stile pittorico. Le tele del Vecellio sono pura poesia per l'occhio attento dell'osservatore che ammira ammaliato i suoi dipinti.

L'artista intraprese la carriera artistica collaborando con il grande maestro Giorgione. Prodotto della loro collaborazione è il celebre dipinto Concerto campestre, dipinto nel biennio compreso tra il 1509 e il 1510, custodito presso il Museo Louvre di Parigi. Questa raffinatissima tela è di dubbia attribuzione, infatti, vi è chi ritiene sia stata dipinta dal Giorgione, artista da sempre appassionato di musica, e chi sostiene che la tela sia da attribuire a Tiziano, in quanto eseguita secondo i canoni pittorici dell'autore. Molti sono giunti alla conclusione secondo cui l'opera sarebbe stata ideata da Giorgione e realizzata e conclusa, in seguito alla morte di questi, dal Vecellio.
Il dipinto rappresenta una ninfa nuda seduta e ripresa di spalle che, con il suo flauto, viene colta nell'atto di insegnare la musica ai due giovani dinnanzi a lei. L'altra ninfa invece viene ripresa nell'atto di versare dell'acqua in una vaschetta che è localizzata di fronte a lei. Probabilmente questo gesto deve essere interpretato come un vero e proprio rito di purificazione. I quattro personaggi rappresentati simboleggerebbero il rapporto tra uomo e natura, infatti, le due ninfe nude rappresenterebbero la natura, mentre i due giovani che imparano a suonare rappresenterebbero la civiltà, in quanto sono vestiti. L'obiettivo dell'opera è quello di mostrare all'osservatore il significato allegorico della musica: l'uomo civilizzato, attraverso la natura, riceve come dono l'arte della musica solo dopo essersi purificato nell'animo. I colori principali sono il rosa dell'incarnato delle due ninfe e l'arancione delle vesti dei fanciulli. Il paesaggio circostante trasmette una sensazione di serenità con lo scopo di rasserenare gli animi.




Un'altra tela celebre dipinta con la tecnica a olio da Tiziano intorno al 1514 è Amor Sacro e Amor Profano custodito oggi nella Galleria Borghese di Roma. Questo capolavoro artistico viene dipinto dall'artista in occasione delle nozze tra il veneziano Nicolò Aurelio e la moglie Laura. Nella tela viene ritratta la giovane sposa, vicino al piccolo Amore, che viene aiutata dalla dea Venere in persona. La sposa, colta nell'atto di tenere in mano il vaso delle gioie, simboleggerebbe la felicità di breve durata in terra, mentre Venere, colta nell'atto di tenere la fiamma ardente dell'amore divino, rappresenterebbe il sentimento della felicità eterna. In questo quadro l'intento di Tiziano è quello di rappresentare la bellezza come perfezione sia nella sua esplicazione terrena (la sposa) sia nella sua esplicazione celeste (Venere). I colori prevalenti della tela sono il bianco candido e il rosso vivo. Il paesaggio circostante è rappresentato con dei colori che rendono l'idea di tranquillità e serenità.



venerdì 8 agosto 2014

Leonardo da Vinci - La Gioconda tra serenità e mistero






Leonardo da Vinci è considerato uno dei pittori  geniali del Rinascimento italiano. Molto noto per le sue invenzioni, l'artista è stato capace di distinguersi anche in ambito pittorico, come dimostra una delle sue opere principali, ovvero la Gioconda.

Gioconda Leonardo da Vinci: La Gioconda è una delle opere di Leonardo da Vinci più importanti e soggetta a varie interpretazioni nel corso della storia. Nel dipinto la figura umana domina quantitativamente la scena circostante. il viso della donna è visibile di tre quarti, per cui lo si può squadrare anche di lato, potendo cogliere anche l'espressione serena e psicologica.
Questo aspetto permette allo spettatore di osservare l'opera nel suo complesso, non restando immobile. Gli aspetti caratteristici dell'opera d'arte di Leonardo da Vinci sono: il trapasso dei piani dalla luce all'ombra, lo "sfumato", lo "sfocato" dell'immagine, che permettono di far si che il soggetto ritratto sia rappresentato in piena armonia con la natura.

Il sorriso, considerato misterioso secondo varie interpretazioni, è l'espressione della tranquillità che viene raffigurata nella tela. La Gioconda viene rappresentata in posizione piramidale, con il busto dipinto al di sotto del gomito. La dama ha le braccia conserte e da un lato è appoggiata al bracciolo rotondo di un sedile. E' come se la donna si trovasse in una terrazza a loggia di un'abitazione  da cui si scorge un paesaggio naturale armonioso.

Dietro la figura della donna, sullo sfondo viene rappresentato l'ambiente circostante, ove si possono scorgere l'acqua, le pianure, un ponte, le montagne, le strade.

In sintesi quest'opera artistica, custodita presso il Museo del Louvre di Parigi, è considerata come una delle opere più significative di Leonardo da Vinci ed è stata anche oggetto di varie interpretazioni da parte di molti critici, studiosi d'arte.

mercoledì 21 agosto 2013

Mito e religione attraverso le opere di Gian Lorenzo Bernini



Il più grande esponente dell'arte barocca è Gian Lorenzo Bernini, poliedrico architetto, scenografo, scultore. Egli realizza opere artistiche che gli vengono commissionate da vari papi, come Urbano VIII, Paolo V, Gregorio XV, Innocenzo X, Alessandro VII e Clemente X. Egli si forma in campo artistico, iniziando la sua attività come collaboratore del padre. Egli realizza opere, basandosi sul patrimonio artistico classico. L'artista raggiunge la sua prima maturità, realizzando tutta una serie di statue che si ispirano al tema biblico e a quello mitico, come per esempio David e Apollo e Dafne.

L'opera scultorea David si ispira a un tema biblico, è realizzata in marmo nel 1623 ed è custodita presso la Galleria Borghese di Roma. L'opera gli è stata commissionata dal cardinale Scipione Borghese.

Il David viene rappresentato dal celebre architetto in procinto di lanciare il sasso con la fionda. L'espressione del viso evoca inoltre lo sforzo compiuto da David nel compiere quest'azione.
Lo sforzo inoltre è evidente sia nella rotazione delle gambe sia nella curvatura del busto. Un altro particolare riscontrabile è la rappresentazione della concentrazione attraverso gli occhi che sono intenti nel prendere una precisa mira. Osservando l'opera del Bernini si può intravedere l'istantaneità: l'azione, infatti, sta per essere eseguita e il corpo sta per acquisire di nuovo la posizione eretta.

Incentrata sul tema mitico è invece Apollo e Dafne, in marmo, realizzata tra il 1622 e il 1624 e conservata presso la Galleria Borghese di Roma. L'opera viene sempre eseguita su commissione del cardinale Scipione Borghese. Il mito a cui si ispira il Bernini è quello che ha per protagonista la ninfa Dafne che chiede a Zeus di essere tramutata in alloro, perché non vuole essere oggetto di violenza del Dio Apollo.
Uno degli obiettivi dell'opera è la rappresentazione dell'attimo fuggente che è la dinamica stessa della vita. La composizione artistica ha come obiettivo quello di rappresentare il moto, la rapidità, a tal punto da ricordare un comportamento ballettistico. La ninfa grida, cercando di sfuggire al Dio, il quale invece schiude la bocca, mentre corre.
Le due figure rappresentate si dispongono secondo una linea obliqua che parte dalle gamba sinistra alzata di Apollo e che raggiunge l'apice nella mano destra della ninfa, già diventata una fronda, rendendo l'idea di armonia. Come ricordato, la statua è in marmo, il cui trattamento è molto raffinato, rendendo l'idea di trasparenza e dell'assenza di contrasti. In quest'opera Gian Lorenzo Bernini riesce a trasformare una scena drammatica in una scena armoniosa che provoca una sensazione di stupore e meraviglia nello spettatore.

venerdì 2 novembre 2012

Le donne della Belle Époque.

In un periodo storico come la Belle Époque, velato di ottimismo e noto per le sue grandi innovazioni e per il gusto raffinato soprattutto in ambito architettonico, si distinsero grandi figure di donne come Ida Rubinstein, Maria Melato, Isadora Duncan, Francesca Bertini.

In questo periodo storico le donne riscoprirono il gusto raffinato nel vestire, infatti, iniziarono a indossare abiti molto eleganti, grandi cappelli, particolari ventagli, piume, gioielli molto sfarzosi. 
In questo contesto sognante quindi esse riscoprivano il gusto raffinato del vivere e quindi anche la loro femminilità.


Un'importante protagonista della Belle Époque fu Ida Rubinstein, ballerina russa molto nota in particolar modo per la sua esibizione nel balletto Cléopâtre in cui indossò costumi molto belli disegnati da Léon Bakst. Ida Rubinstein inoltre fu anche modella per artisti come Art Déco e Antonio de la Gandara. Con grande fascino la donna si esibì anche in altre opere come Mille e una notte, Shéhérazade e Il martirio di San Sebastiano, opera che si rivelò per l'epoca sia un successo sia uno scandalo. 
Un'altra figura simbolo di quest'epoca fu anche Isadora Duncan, danzatrice statunitense che trascorse gran parte della sua vita in Europa. La celebre danzatrice era molto emancipata e indipendente. La sua indipendenza la Duncan la esprimeva soprattutto nelle sue esibizioni artistiche, infatti, indossando abiti leggeri e danzando a piedi nudi, ruppe con i canoni della danza accademica del periodo. Con la sua semplicità e la sua leggiadria, l'artista americana divenne un punto di riferimento molto importante per la danza.

Maria Melato invece fu un'attrice italiana che sin dalla giovane età dimostrò una grande passione per la recitazione. Molto importante era il suo ruolo sia in ambito teatrale come prima attrice sia in ambito cinematografico, interpretando importanti ruoli in alcune pellicole cinematografiche come Anna Karenina, Il volo degli aironi, Ritorno. La Melato fu ammirata in tutto il mondo per le sue esibizioni in importanti spettacoli teatrali come La figlia di Jorio, opera del D'Annunzio, La Duchessa di Padova dell'autore Oscar Wilde. 

Infine un altro personaggio conosciuto della Belle Époque fu Elena Seracini Vitiello, in arte Francesca Bertini. La donna fu un'importante attrice del contesto cinematografico italiano. Molte furono le sue esibizioni nei film muti e nelle commedie napoletane.
Nel 1915 la Bertini  si esibì come protagonista in Assunta Spina, raggiungendo così una grande notorietà. La donna era molto conosciuta per i suoi gusti raffinati e per il suo grande fascino: per esempio lei amava prendere il té con altre donne e indossava sempre abiti nuovi e eleganti. 

Le donne della Belle Époque quindi furono l'emblema della femminilità e della raffinatezza, distinguendosi soprattutto in ambito artistico, cinematografico e teatrale. 

domenica 7 ottobre 2012

Le meraviglie dell'arte olandese nelle opere di Vermeer.

Johannes Vermeer è uno degli artisti più importanti nell'ambito culturale olandese del 1600. La sua vita privata è avvolta dal mistero, infatti, non si conosce nemmeno la sua data di nascita. I suoi dipinti riproducono in tutte le loro sfumature temi molto intimi come il corteggiamento, la famiglia, scene di vita quotidiana, gli ampi scorci della città, la musica, la scrittura e la lettura.

Uno degli elementi che il celebre artista olandese riesce a mettere in evidenza nelle sue preziose tele è senza ombra di dubbio la brillantezza e la vivacità dei colori che pongono in rilievo alcuni particolari dei soggetti pittorici rappresentati.

Tra i dipinti più apprezzati di Johannes Vermeer vi è "Ragazza con il cappello rosso" custodita presso la National Gallery of Art di Washington. Il soggetto pittorico di questo prezioso dipinto è una giovane fanciulla che, rivolgendo lo sguardo verso il pittore, è colta nell'atto di appoggiare un braccio sullo schienale di una sedia. Spettacolare è l'uso del colore da parte dell'artista olandese che riesce con grande abilità a creare degli incredibili effetti di luce. L'abito e gli accessori della ragazza sono dipinti con colori molto vivi: il blu per la colorazione dell'abito di velluto, il bianco per la colorazione del pizzo e il rosso cremisi per la colorazione del cappello. 

Un'altra opera artistica di Vermeer è "La suonatrice di liuto" custodita presso il The Metropolitan Museum of Art di New York e dipinta nel 1675. Il soggetto pittorico di questo splendido lavoro è una giovane donna che indossa un abito elegante e delle preziose perle. Lo sguardo della ragazza è rivolto verso la finestra probabilmente nell'attesa trepidante di un uomo che avrebbe potuto suonare la viola da gamba posata sul pavimento. La donna inoltre è colta nell'atto di suonare il liuto. In questo capolavoro artistico Vermeer aggiunge un altro elemento importante oltre a quello della prospettiva e della realizzazione degli effetti di luce: la grande attenzione per le ombre. 

Un altro meraviglioso dipinto dell'artista olandese è "Giovane donna con bicchiere di vino" realizzato tra il 1659 e il 1660 e conservato presso l'Herzog Anton Ulrich-Museum Kunstmuseum des Landes Niedersachsen di Braunschweig. Mentre sullo sfondo viene rappresentato un giovane uomo che posa la mano sul capo, in primo piano viene ritratta una giovane ragazza con in mano un bicchiere di vino che gli viene offerto gentilmente da un ammiratore.
Il tema che quindi viene rappresentato è quello dell'adulazione da parte di un giovane nei confronti di una bella donna, tipico tema in voga tra i pittori del XVII secolo. Una delle caratteristiche di questo dipinto è senz'altro il fatto che lo sguardo della fanciulla sia rivolto verso il pittore. 

Nelle tre opere analizzate quindi è possibile notare come Johannes Vermeer cerchi di porre in risalto la brillantezza attraverso la manipolazione del colore, la realizzazione delle ombre e gli effetti particolari della luce.

giovedì 27 settembre 2012

John Constable: il sentimento nel paesaggio.


John Constable è considerato come uno degli esponenti più importanti del romanticismo inglese nel campo dell'arte e della pittura insieme a William Blake e a William Turner. L'artista inglese nasce nel 1776 da una famiglia benestante. Dal 1799 inizia a frequentare la Royal Academy di Londra, in quanto l'arte è da sempre la sua più grande passione.
Fino al 1802 John Constable continua i suoi studi e si fa impartire lezioni private da Georges Beaumont. Il pittore inoltre esegue la maggior parte dei suoi dipinti all'aria aperta: i paesaggi che spesso dipinge nelle sue tele sono quelli di campagna.

In Inghilterra inizialmente molti dei suoi dipinti non riscuotono un grande successo e nei primi tempi della sua carriera artistica, Constable vive una situazione economica non semplice. Nel 1829, in età adulta, l'artista inglese entra a far parte della Royal Academy della Capitale e dal 1833 inizia anche a impartire lezioni di pittura paesaggistica.

Una delle opere artistiche più conosciute del pittore inglese è: "Il Mulino di Flatford" conservato presso la Tate Gallery di Londra e dipinta da Constable nel primo ventennio del 1800. In questa tela viene dipinto un paesaggio di campagna. L'artista, prima di realizzare il dipinto vero e proprio, ha eseguito vari disegni preparatori che ha più volte modificato.
Il lato sinistro del dipinto è dominato dalla presenza del fiume sul quale fluttuano i barconi; con grande senso realistico in primo piano vengono rappresentati due barconi che compiono delle manovre: un giovane è colto nell'atto di liberare il cavo con cui il primo barcone è attaccato al cavallo, mentre un altro uomo è intento a girare un'altra imbarcazione con un grande palo. Sul lato destro della tela si intravede un grande prato verde che viene falciato da un uomo.

Tanti sono i particolari che si possono vedere nella tela: le varie tipologie di fiori, le case rappresentate in lontananza, gli alberi che si possono scorgere all'orizzonte. Uno degli elementi più rilevanti di questo quadro è l'uso del "colore locale" da parte dell'artista, ovvero il colore reale degli oggetti alla luce naturale.  Questo celebre capolavoro artistico è considerato come uno dei migliori lavori di John Constable soprattutto per la messa a fuoco meticolosa delle immagini. Agli occhi dell'osservatore, infatti, questo dipinto sembra essere una vera e propria riproduzione fotografica curata nei minimi particolari.

Un'altra sua nota tela è: "The White Horse" facente parte della collezione Frick di New York e dipinta nel 1819. In questo lavoro viene dipinta la scena dell'attraversamento del lago da parte di un uomo e del suo cavallo bianco. La scena ritratta però viene posta in secondo piano rispetto alla rappresentazione del paesaggio circostante che viene accuratamente dipinto con dei colori molto luminosi che rendono l'idea di limpidezza.

 John Constable quindi realizza delle tele aventi come soggetti pittorici rilevanti i paesaggi naturalistici, che vengono riprodotti con grande naturalezza grazie all'uso del "colore locale". Questi lavori artistici sono stati poi rivalutati dopo la sua morte e vengono apprezzati in tutto il mondo.

martedì 10 luglio 2012

Il romanticismo, alla ricerca della spiritualità e dell'infinito.


Il romanticismo è un movimento artistico, letterario, culturale che nasce sul finire del 1700 in Germania e in Gran Bretagna, per poi affermarsi nel corso del 1800 in vari Paesi europei. Due sono i significati più importanti che possono essere connessi a questo importante movimento: romantic che in letteratura rimanda a qualcosa di non reale e il significato di "pittoresco" inteso come uno stato d'animo che l'individuo prova davanti alla visione di un paesaggio naturale.

Alla fine del 1700 il romanticismo si diffonde anche in Germania in un contesto culturale legato alle leggende, ai canti popolari nordici e al mito cavalleresco del periodo medievale. In ambito artistico questo movimento si contrappone al neoclassicismo che ha come principi cardine il culto della bellezza classica e la razionalità. Il movimento romantico, infatti, si basa su principi non razionali come la fantasia, l'emotività, l'affermazione dell'artista dal punto di vista individuale, l'immaginazione, la spiritualità.
Uno degli esponenti del romanticismo tedesco è August Wilhelm von Schlegel secondo cui il movimento romantico è basato su concetti di eterogeneità e di diversità. E' difficile dare una definizione univoca del romanticismo, poiché è soggetto a varie interpretazioni, come ad esempio il rafforzamento dei sentimenti nazionali, la ricerca della modernità, la visione poetica della realtà,ecc...

I temi tipici del romanticismo sono i seguenti: la negazione della ragione illuminista a favore dell'elemento irrazionale, del sentimento, del sogno; il soggettivismo e l'individualismo, infatti, tutto è incentrato sull'individuo che deve riflettere su sé stesso e sulle sue problematiche (l'uomo esplora il suo "io"); l'esotismo inteso come fuga dal mondo reale per ricercare mete esotiche; il concetto di popolo e Nazione (rivalutazione dell'epoca medievale che avrebbe contribuito alla nascita delle Nazioni moderne); lo studio della storia che considera l'uomo in continuo mutamento; il ritorno alla religiosità e alla spiritualità, infatti, nell'accezione romantica l'individuo ha come sostegno la fede e si caratterizza per la sua tensione verso l'infinito.

I suoi principi cardine sono senz'altro la ricerca dell'assoluto che conduce l'uomo a tendere verso l'infinito, l'immenso; il sublime, ovvero lo stato d'animo di paura e di impotenza che l'infinito genera nell'uomo; il sehnsucht (il desiderio del desiderio): il sentimento che affligge l'individuo il quale, nel suo tendere verso l'infinito, trova riparo nell'interiorità; l'ironia che conduce l'essere umano verso la consapevolezza della sua limitatezza.

In ambito artistico questo movimento ha quali esponenti principali artisti celebri come i francesi Eugène Delacroix, Jean-Louis-Théodore Géricault, Théodore Rousseau, lo spagnolo Francisco Goya, gli inglesi William Blake, John Constable, William Turner, il tedesco Caspar David Friedrich, l'italiano Francesco Hayez.
Questi celebri artisti rappresentano soggetti pittorici come il sogno, le visioni, le catastrofi naturali, i paesaggi arcadici, l'infinitezza della natura, eventi di cronaca del tempo (soggetto privilegiato soprattutto dai pittori francesi), personaggi storici dell'epoca.

Il romanticismo quindi è un movimento artistico, letterario, filosofico e culturale che, avendo origini inglesi e tedesche, nel XIX secolo si diffonde anche in altri Paesi europei, ponendosi in contrasto con il neoclassicismo i cui principi cardine sono la razionalità e il culto della bellezza classica.

domenica 6 maggio 2012

Gusto raffinato e ottimismo nella Belle Époque.


La Belle Époque fu quel periodo storico compreso tra la fine del 1800 e l'inizio della prima guerra mondiale. La Belle Époque ebbe come Capitale Parigi e presto le sue tendenze si diffusero in Inghilterra e nelle altre Nazioni europee. 
Quest'epoca storica fu caratterizzata da una ventata ottimista dovuta alle grandi invenzioni e alle grandi scoperte fatte sul finire del 1800: la radio, il cinema, il vaccino contro la tubercolosi, l'invenzione dell'automobile, il contributo dato dalla Rivoluzione industriale e l'invenzione delle macchine a vapore che avrebbero permesso l'utilizzo di navi e treni, la creazione del motore a scoppio, l'introduzione dell'illuminazione elettrica, ecc.

Tutte queste comodità e grandi scoperte contribuirono quindi a garantire migliori condizioni di vita e a generare un clima di grande entusiasmo tra le persone. Questo fenomeno-definito anche Epoca Bella-fu prettamente europeo, infatti, si diffuse nelle Capitali del Vecchio Continente europeo.
Questa fu un'epoca storica in cui si registrarono dei risultati molto positivi in termini di crescita demografica, infatti, grazie alla riduzione della mortalità infantile e al calo del numero delle epidemie, la popolazione mondiale crebbe notevolmente.
La Capitale parigina è considerata l'emblema della Belle Époque, perché nacquero proprio in Francia nuovi movimenti artistici come l'impressionismo e nel 1889 inoltre per celebrare il centenario della Rivoluzione francese furono organizzate le famose Esposizioni Universali parigine.

In ambito architettonico si diffuse un nuovo stile, il liberty, che aveva come suoi principi cardine l'arredare in modo raffinato e un uso molto particolare dell'oggettistica. Una classe sociale che ebbe una grande importanza in questo periodo fu la borghesia che seppe dare dimostrazione della sua superiorità grazie alla sua ricchezza.
In Occidente inoltre i politici erano convinti che si sarebbe potuto evitare l'insorgere di conflitti disastrosi e dare vita quindi a un periodo di pace e prosperità. In un contesto storico caratterizzato da innumerevoli scoperte e da una situazione pacifica, i cittadini delle più grandi Capitali europee iniziarono con piacere a uscire dopo cena, recandosi nei cafés e nei teatri.

Nuove correnti artistiche si diffusero non solo in Francia, ma anche in altri Paesi europei: il futurismo in Italia, il cubismo sempre in Francia. Se però la Belle Époque da un lato garantì il trionfo della classe borghese, dall'altro causò l'oppressione dei popoli colonizzati, degli operai e dei contadini. Questo periodo di prosperità durò solo un trentennio, poiché nel 1914 l'Europa fu coinvolta nella prima guerra mondiale, che generò violenza e lotte intestine.

giovedì 26 aprile 2012

Le donne italiane nel secondo dopoguerra.


Nel corso della seconda guerra mondiale le donne italiane si resero conto che era finalmente arrivato il momento di cambiare la loro condizione sociale, per cui decisero di darsi da fare per cercare di emanciparsi sul piano sociale e politico; le donne italiane avevano quindi quale obiettivo quello di lottare fino in fondo per i loro diritti e per le loro libertà.
In primo luogo, negli anni della seconda guerra mondiale, esse furono protagoniste della Resistenza italiana, combattendo accanto ai loro amici, ai propri mariti. Spesso, con il loro contributo, mettevano a repentaglio la propria vita, cercando di portare viveri, armi e munizioni ai loro compagni partigiani che lottavano per la liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista. Tante furono le donne italiane che durante il conflitto vennero arrestate o picchiate dai fascisti, perché avevano appoggiato la causa partigiana.

Nel secondo dopoguerra finalmente l'Italia si liberò della dittatura fascista ed era quindi arrivato il momento della ricostruzione sociale, politica ed economica del Paese; tra le protagoniste di questo cambiamento vi furono anche le donne, che finalmente il 2 giugno 1946 ottennero un diritto molto importante, quello al voto.
Un altro evento molto importante si ebbe sempre nel corso del secondo dopoguerra, ovvero l'elaborazione della Costituzione italiana presso Montecitorio: tra coloro che scrissero il nuovo Testo costituzionale vi furono ben ventuno donne, che rappresentavano tutta la popolazione femminile italiana e che discutevano di tematiche di vitale importanza come la famiglia, il lavoro.
Grazie anche al loro contributo il 1°gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione italiana, da cui anche loro erano formalmente rappresentate con la stesura dell'articolo 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Questi risultati furono importanti per le donne, ma ancora numerose questioni erano all'ordine del giorno e non erano state risolte; per esempio una questione molto dibattuta era nell'ambito del diritto di famiglia, poiché le ragazze erano ancora considerate come un possesso del padre, del proprio fratello e quando si sposavano dei propri mariti. All'interno dell'Assemblea Costituente non furono nemmeno trovati degli accordi in merito all'accesso alle carriere da parte delle italiane e in merito alla questione inerente la parità salariale tra uomo e donna.
Il secondo dopoguerra italiano non fu facile e le donne, nonostante stessero gradualmente acquisendo libertà importanti, dovevano lavorare in condizioni non semplici per poter sfamare non solo sé stesse, ma anche le loro famiglie. Inoltre la situazione politica ed economica dell'Italia alla fine del grande conflitto non era rosea, poiché fu un Paese sconfitto che doveva risollevarsi dopo un ventennio difficile come quello fascista.

Le italiane lavoravano, avevano acquisito il diritto di voto e iniziavano a sentirsi maggiormente libere rispetto al passato. Queste libertà però non erano viste di buon occhio dai loro padri, dai loro mariti, dalla Chiesa e dai principali esponenti politici che continuavano a inquadrare la donna nel ruolo di madre e moglie fedele che doveva realizzarsi solo all'interno della famiglia.
Anche nella campagna elettorale democristiana di quegli anni veniva ribadito ancora una volta come la donna dovesse essere considerata come rilevante in particolar modo all'interno della sua famiglia.

Quindi le donne si distinsero per grande valore e coraggio nel corso della Resistenza italiana, ottennero il diritto di voto nell'estate del 1946 e  parteciparono-anche se in numero minoritario- all'Assemblea Costituente con l'obiettivo di voler ricostruire la propria personalità e di acquisire maggiori libertà. A partire dagli anni Cinquanta iniziarono poi a registrarsi dei cambiamenti importanti per il raggiungimento di questi ultimi obiettivi.


sabato 31 marzo 2012

Pallade e il Centauro, quando mito e storia si intrecciano.


Uno dei temi ricorrenti nei dipinti di Sandro Botticelli è il mito che viene rappresentato in modo molto realistico. Un'opera artistica molto nota è "Pallade e il Centauro", dipinta dall'artista italiano tra il 1482 e il 1485 e custodita presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. In passato la tela si trovava presso il palazzo di Giovanni di Pierfrancesco De' Medici e di Lorenzo De' Medici. In questo quadro Sandro Botticelli utilizza dei colori a tempera su una tela di lino.
Questa è una delle opere artistiche che meglio fanno comprendere il rapporto tra il celebre artista italiano e la famiglia De' Medici. Per molto tempo essa è stata identificata in modo errato con un altro dipinto, "lo Stendardo", che in realtà è andato perduto.

Nella tela viene rappresentata una donna dalla carnagione chiara e lunghi capelli biondi che con la mano destra afferra il ciuffo di capelli di un centauro che viene rappresentato nell'atto di chiedere pietà e clemenza. La giovane donna, che rappresenta Pallade(Atena), con la mano sinistra invece tiene ben salda un'alabarda.
Per meglio comprendere il significato di questa celebre opera artistica, è importante delineare con attenzione il contesto storico in cui è stata realizzata.
In quegli anni, infatti, Firenze è al centro di una congiura- "La Congiura dei Pazzi"- ordita dal cardinale Raffaele Riario, nipote del papa Sisto IV, con il sostegno della famiglia nobile fiorentina dei Pazzi. I bersagli di questa congiura erano Lorenzo De' Medici e suo fratello; l'obiettivo era quindi quello di uccidere i due esponenti della famiglia medicea che sarebbero stati poi sostituiti da Girolamo Riario, un altro nipote di Sisto IV. Uno dei risultati più importanti che si sarebbero voluti ottenere con tale congiura inoltre sarebbe stato quello di assoggettare la città di Firenze a Roma.
Lorenzo il Magnifico però venne a conoscenza del complotto organizzato ai suoi danni, così fece arrestare e impiccare l'arcivescovo di Pisa, Francesco Salviati che aveva cospirato contro di lui e rafforzò ulteriormente il suo potere. I rapporti tra la sua famiglia e la Chiesa romana continuarono però a essere conflittuali, poichè il papa decise di condurre una vera e propria guerra contro Firenze.
Questo conflitto però non fu mai combattuto perchè Lorenzo il Magnifico riuscì, con la sua grande abilità diplomatica, a stringere numerose alleanze politico-strategiche. La Chiesa era isolata in tale circostanza, dovendo così rinunciare a un possibile scontro con Firenze.

La connessione tra questo capolavoro artistico e questo noto evento storico è molto evidente, infatti, si pensa che il Botticelli lo avesse realizzato per celebrare le grandi doti diplomatiche di Lorenzo De' Medici che era riuscito a evitare l'insorgere di un terribile conflitto contro la Chiesa.
Secondo una delle interpretazioni allegoriche Atena, dea delle arti e della saggezza, rappresenterebbe Lorenzo il Magnifico, mentre il Centauro rappresenterebbe la Chiesa che fu sconfitta sul piano diplomatico dall'abile nobile fiorentino. Secondo un'altra interpretazione l'opera potrebbe anche fare parte dei beni passati dal patrimonio di Lorenzo De' Medici a quello di Lorenzo minore, quando si verificò il fallimento del banco mediceo.

Analizzando meglio il soggetto pittorico è possibile ammirare la preziosità delle vesti della dea Atena, abbellite con serti di olivo, diamanti in castone d'oro e foglie d'acanto. Al centro del petto della donna viene rappresentato anche un anello diamantato. Sopra il capo inoltre la donna indossa invece una corona realizzata con foglie d'acanto.
Nelle vesti bianche della dea viene inoltre riportato anche lo stemma della famiglia medicea. La dea indossa anche un mantello verde scuro e i piedi sono coperti da calzari arancioni. Dietro le sue spalle essa indossa anche uno scudo. Sullo sfondo infine viene rappresentato un paesaggio marino e una nave che sta per partire.

In questo dipinto quindi uno degli obiettivi di Sandro Botticelli è quello di volere rappresentare una scena ripresa dal mito per analizzare con grande probabilità un evento storico volto a elogiare Firenze e la famiglia De' Medici.