sabato 10 ottobre 2015

Il gusto raffinato della Belle Époque attraverso le opere artistiche di James Tissot

James Tissot è considerato uno dei pittori più amati e invidiati del suo tempo. Nato a Nantes nel 1832, Tissot vive tra Francia e Inghilterra, frequentando i luoghi della mondanità parigina e inglese. Il pittore francese non è collocabile in una precisa corrente artistica restando quindi la sua arte indipendente. Per molti critici nelle sue opere è riscontrabile un richiamo alle pennellate colorate e leggere dell'impressionismo, ma non lo si può collocare comunque in una precisa corrente artistica.

L'artista francese, in molte delle sue opere, rappresenta la società borghese dell'Ottocento grazie alla frequentazione degli ambienti d'élite parigino e inglese. Nelle sue opere vengono rappresentate donne bellissime, dagli abiti eleganti e dai gusti ricercati e raffinati. La raffinatezza e la ricercatezza sono degli elementi caratteristici della celebre tela Dama con ombrello, in cui viene ritratta Mrs. Kathleen Newton, donna inglese sposata che Tissot amava appassionatamente. Il dipinto, custodito presso le Musée Baron Martin in Francia, ritrae la giovane donna di profilo assorta nei suoi pensieri. L'abito della fanciulla è molto elegante, ornato di pizzo lungo le maniche e di colore nero. L'elemento che spicca nelle vesti è un bellissimo fiore di un intenso colore rosso. Mrs. Kathleen tiene un ombrello giapponese dai colori nero e giallo. L'ombrello è un elemento molto importante all'interno del dipinto, perché ricorda la passione del pittore francese per l'arte orientale ricorrente più volte nelle sue creazioni. I colori utilizzati per lo sfondo - il verde e il giallo - sono vivi e rendono l'idea della natura rigogliosa.


La bellezza è sempre un argomento ricorrente nel primo periodo artistico di Tissot. Per esempio l'opera La colazione sull'erba, realizzata tra 1881 e 1882, e custodita presso le Musée des Beaux-Arts de Dijon, ritrae ancora una volta la bellissima Kathleen Newton che rivolge lo sguardo verso il suo amato. La donna viene ritratta circondata da alcuni membri della sua famiglia in un contesto di vita quotidiana come la colazione. I colori utilizzati sono il nero degli abiti, il bianco della tovaglia imbandita, il rosso e l'azzurro dei cuscini e infine il verde del paesaggio circostante.

Quindi, nelle sue opere artistiche iniziali, Tissot presenta il gusto raffinato ed elegante tipico della Belle Époque parigina e dell'età vittoriana inglese, ricevendo plausi dai critici d'arte dell'epoca e essendo tutt'oggi uno degli artisti più apprezzati nel mondo.

giovedì 9 luglio 2015


Il genio creativo di Tiziano





Tiziano Vecellio è considerato il maggiore esponente della pittura veneta di età rinascimentale, realizzando nel corso della sua carriera artistica tantissime opere. Il pittore veneto si ispira a due grandi pittori come Giorgione e Giovanni Bellini in particolare modo per la resa dei caratteri tonali all'interno dei suoi dipinti. Tiziano è uno degli artisti più innovativi dell'era risorgimentale, poiché si stacca dai canoni stilistici classici tipici della pittura dell'epoca.
Attraverso pennellate semplici, egli riesce a trasmettere delle emozioni uniche agli estimatori dei suoi dipinti, smuovendo il loro animo e facendoli appassionare al suo stile pittorico. Le tele del Vecellio sono pura poesia per l'occhio attento dell'osservatore che ammira ammaliato i suoi dipinti.

L'artista intraprese la carriera artistica collaborando con il grande maestro Giorgione. Prodotto della loro collaborazione è il celebre dipinto Concerto campestre, dipinto nel biennio compreso tra il 1509 e il 1510, custodito presso il Museo Louvre di Parigi. Questa raffinatissima tela è di dubbia attribuzione, infatti, vi è chi ritiene sia stata dipinta dal Giorgione, artista da sempre appassionato di musica, e chi sostiene che la tela sia da attribuire a Tiziano, in quanto eseguita secondo i canoni pittorici dell'autore. Molti sono giunti alla conclusione secondo cui l'opera sarebbe stata ideata da Giorgione e realizzata e conclusa, in seguito alla morte di questi, dal Vecellio.
Il dipinto rappresenta una ninfa nuda seduta e ripresa di spalle che, con il suo flauto, viene colta nell'atto di insegnare la musica ai due giovani dinnanzi a lei. L'altra ninfa invece viene ripresa nell'atto di versare dell'acqua in una vaschetta che è localizzata di fronte a lei. Probabilmente questo gesto deve essere interpretato come un vero e proprio rito di purificazione. I quattro personaggi rappresentati simboleggerebbero il rapporto tra uomo e natura, infatti, le due ninfe nude rappresenterebbero la natura, mentre i due giovani che imparano a suonare rappresenterebbero la civiltà, in quanto sono vestiti. L'obiettivo dell'opera è quello di mostrare all'osservatore il significato allegorico della musica: l'uomo civilizzato, attraverso la natura, riceve come dono l'arte della musica solo dopo essersi purificato nell'animo. I colori principali sono il rosa dell'incarnato delle due ninfe e l'arancione delle vesti dei fanciulli. Il paesaggio circostante trasmette una sensazione di serenità con lo scopo di rasserenare gli animi.




Un'altra tela celebre dipinta con la tecnica a olio da Tiziano intorno al 1514 è Amor Sacro e Amor Profano custodito oggi nella Galleria Borghese di Roma. Questo capolavoro artistico viene dipinto dall'artista in occasione delle nozze tra il veneziano Nicolò Aurelio e la moglie Laura. Nella tela viene ritratta la giovane sposa, vicino al piccolo Amore, che viene aiutata dalla dea Venere in persona. La sposa, colta nell'atto di tenere in mano il vaso delle gioie, simboleggerebbe la felicità di breve durata in terra, mentre Venere, colta nell'atto di tenere la fiamma ardente dell'amore divino, rappresenterebbe il sentimento della felicità eterna. In questo quadro l'intento di Tiziano è quello di rappresentare la bellezza come perfezione sia nella sua esplicazione terrena (la sposa) sia nella sua esplicazione celeste (Venere). I colori prevalenti della tela sono il bianco candido e il rosso vivo. Il paesaggio circostante è rappresentato con dei colori che rendono l'idea di tranquillità e serenità.



venerdì 8 agosto 2014

Leonardo da Vinci - La Gioconda tra serenità e mistero






Leonardo da Vinci è considerato uno dei pittori  geniali del Rinascimento italiano. Molto noto per le sue invenzioni, l'artista è stato capace di distinguersi anche in ambito pittorico, come dimostra una delle sue opere principali, ovvero la Gioconda.

Gioconda Leonardo da Vinci: La Gioconda è una delle opere di Leonardo da Vinci più importanti e soggetta a varie interpretazioni nel corso della storia. Nel dipinto la figura umana domina quantitativamente la scena circostante. il viso della donna è visibile di tre quarti, per cui lo si può squadrare anche di lato, potendo cogliere anche l'espressione serena e psicologica.
Questo aspetto permette allo spettatore di osservare l'opera nel suo complesso, non restando immobile. Gli aspetti caratteristici dell'opera d'arte di Leonardo da Vinci sono: il trapasso dei piani dalla luce all'ombra, lo "sfumato", lo "sfocato" dell'immagine, che permettono di far si che il soggetto ritratto sia rappresentato in piena armonia con la natura.

Il sorriso, considerato misterioso secondo varie interpretazioni, è l'espressione della tranquillità che viene raffigurata nella tela. La Gioconda viene rappresentata in posizione piramidale, con il busto dipinto al di sotto del gomito. La dama ha le braccia conserte e da un lato è appoggiata al bracciolo rotondo di un sedile. E' come se la donna si trovasse in una terrazza a loggia di un'abitazione  da cui si scorge un paesaggio naturale armonioso.

Dietro la figura della donna, sullo sfondo viene rappresentato l'ambiente circostante, ove si possono scorgere l'acqua, le pianure, un ponte, le montagne, le strade.

In sintesi quest'opera artistica, custodita presso il Museo del Louvre di Parigi, è considerata come una delle opere più significative di Leonardo da Vinci ed è stata anche oggetto di varie interpretazioni da parte di molti critici, studiosi d'arte.

mercoledì 21 agosto 2013

Mito e religione attraverso le opere di Gian Lorenzo Bernini



Il più grande esponente dell'arte barocca è Gian Lorenzo Bernini, poliedrico architetto, scenografo, scultore. Egli realizza opere artistiche che gli vengono commissionate da vari papi, come Urbano VIII, Paolo V, Gregorio XV, Innocenzo X, Alessandro VII e Clemente X. Egli si forma in campo artistico, iniziando la sua attività come collaboratore del padre. Egli realizza opere, basandosi sul patrimonio artistico classico. L'artista raggiunge la sua prima maturità, realizzando tutta una serie di statue che si ispirano al tema biblico e a quello mitico, come per esempio David e Apollo e Dafne.

L'opera scultorea David si ispira a un tema biblico, è realizzata in marmo nel 1623 ed è custodita presso la Galleria Borghese di Roma. L'opera gli è stata commissionata dal cardinale Scipione Borghese.

Il David viene rappresentato dal celebre architetto in procinto di lanciare il sasso con la fionda. L'espressione del viso evoca inoltre lo sforzo compiuto da David nel compiere quest'azione.
Lo sforzo inoltre è evidente sia nella rotazione delle gambe sia nella curvatura del busto. Un altro particolare riscontrabile è la rappresentazione della concentrazione attraverso gli occhi che sono intenti nel prendere una precisa mira. Osservando l'opera del Bernini si può intravedere l'istantaneità: l'azione, infatti, sta per essere eseguita e il corpo sta per acquisire di nuovo la posizione eretta.

Incentrata sul tema mitico è invece Apollo e Dafne, in marmo, realizzata tra il 1622 e il 1624 e conservata presso la Galleria Borghese di Roma. L'opera viene sempre eseguita su commissione del cardinale Scipione Borghese. Il mito a cui si ispira il Bernini è quello che ha per protagonista la ninfa Dafne che chiede a Zeus di essere tramutata in alloro, perché non vuole essere oggetto di violenza del Dio Apollo.
Uno degli obiettivi dell'opera è la rappresentazione dell'attimo fuggente che è la dinamica stessa della vita. La composizione artistica ha come obiettivo quello di rappresentare il moto, la rapidità, a tal punto da ricordare un comportamento ballettistico. La ninfa grida, cercando di sfuggire al Dio, il quale invece schiude la bocca, mentre corre.
Le due figure rappresentate si dispongono secondo una linea obliqua che parte dalle gamba sinistra alzata di Apollo e che raggiunge l'apice nella mano destra della ninfa, già diventata una fronda, rendendo l'idea di armonia. Come ricordato, la statua è in marmo, il cui trattamento è molto raffinato, rendendo l'idea di trasparenza e dell'assenza di contrasti. In quest'opera Gian Lorenzo Bernini riesce a trasformare una scena drammatica in una scena armoniosa che provoca una sensazione di stupore e meraviglia nello spettatore.

venerdì 2 novembre 2012

Le donne della Belle Époque.

In un periodo storico come la Belle Époque, velato di ottimismo e noto per le sue grandi innovazioni e per il gusto raffinato soprattutto in ambito architettonico, si distinsero grandi figure di donne come Ida Rubinstein, Maria Melato, Isadora Duncan, Francesca Bertini.

In questo periodo storico le donne riscoprirono il gusto raffinato nel vestire, infatti, iniziarono a indossare abiti molto eleganti, grandi cappelli, particolari ventagli, piume, gioielli molto sfarzosi. 
In questo contesto sognante quindi esse riscoprivano il gusto raffinato del vivere e quindi anche la loro femminilità.


Un'importante protagonista della Belle Époque fu Ida Rubinstein, ballerina russa molto nota in particolar modo per la sua esibizione nel balletto Cléopâtre in cui indossò costumi molto belli disegnati da Léon Bakst. Ida Rubinstein inoltre fu anche modella per artisti come Art Déco e Antonio de la Gandara. Con grande fascino la donna si esibì anche in altre opere come Mille e una notte, Shéhérazade e Il martirio di San Sebastiano, opera che si rivelò per l'epoca sia un successo sia uno scandalo. 
Un'altra figura simbolo di quest'epoca fu anche Isadora Duncan, danzatrice statunitense che trascorse gran parte della sua vita in Europa. La celebre danzatrice era molto emancipata e indipendente. La sua indipendenza la Duncan la esprimeva soprattutto nelle sue esibizioni artistiche, infatti, indossando abiti leggeri e danzando a piedi nudi, ruppe con i canoni della danza accademica del periodo. Con la sua semplicità e la sua leggiadria, l'artista americana divenne un punto di riferimento molto importante per la danza.

Maria Melato invece fu un'attrice italiana che sin dalla giovane età dimostrò una grande passione per la recitazione. Molto importante era il suo ruolo sia in ambito teatrale come prima attrice sia in ambito cinematografico, interpretando importanti ruoli in alcune pellicole cinematografiche come Anna Karenina, Il volo degli aironi, Ritorno. La Melato fu ammirata in tutto il mondo per le sue esibizioni in importanti spettacoli teatrali come La figlia di Jorio, opera del D'Annunzio, La Duchessa di Padova dell'autore Oscar Wilde. 

Infine un altro personaggio conosciuto della Belle Époque fu Elena Seracini Vitiello, in arte Francesca Bertini. La donna fu un'importante attrice del contesto cinematografico italiano. Molte furono le sue esibizioni nei film muti e nelle commedie napoletane.
Nel 1915 la Bertini  si esibì come protagonista in Assunta Spina, raggiungendo così una grande notorietà. La donna era molto conosciuta per i suoi gusti raffinati e per il suo grande fascino: per esempio lei amava prendere il té con altre donne e indossava sempre abiti nuovi e eleganti. 

Le donne della Belle Époque quindi furono l'emblema della femminilità e della raffinatezza, distinguendosi soprattutto in ambito artistico, cinematografico e teatrale. 

domenica 7 ottobre 2012

Le meraviglie dell'arte olandese nelle opere di Vermeer.

Johannes Vermeer è uno degli artisti più importanti nell'ambito culturale olandese del 1600. La sua vita privata è avvolta dal mistero, infatti, non si conosce nemmeno la sua data di nascita. I suoi dipinti riproducono in tutte le loro sfumature temi molto intimi come il corteggiamento, la famiglia, scene di vita quotidiana, gli ampi scorci della città, la musica, la scrittura e la lettura.

Uno degli elementi che il celebre artista olandese riesce a mettere in evidenza nelle sue preziose tele è senza ombra di dubbio la brillantezza e la vivacità dei colori che pongono in rilievo alcuni particolari dei soggetti pittorici rappresentati.

Tra i dipinti più apprezzati di Johannes Vermeer vi è "Ragazza con il cappello rosso" custodita presso la National Gallery of Art di Washington. Il soggetto pittorico di questo prezioso dipinto è una giovane fanciulla che, rivolgendo lo sguardo verso il pittore, è colta nell'atto di appoggiare un braccio sullo schienale di una sedia. Spettacolare è l'uso del colore da parte dell'artista olandese che riesce con grande abilità a creare degli incredibili effetti di luce. L'abito e gli accessori della ragazza sono dipinti con colori molto vivi: il blu per la colorazione dell'abito di velluto, il bianco per la colorazione del pizzo e il rosso cremisi per la colorazione del cappello. 

Un'altra opera artistica di Vermeer è "La suonatrice di liuto" custodita presso il The Metropolitan Museum of Art di New York e dipinta nel 1675. Il soggetto pittorico di questo splendido lavoro è una giovane donna che indossa un abito elegante e delle preziose perle. Lo sguardo della ragazza è rivolto verso la finestra probabilmente nell'attesa trepidante di un uomo che avrebbe potuto suonare la viola da gamba posata sul pavimento. La donna inoltre è colta nell'atto di suonare il liuto. In questo capolavoro artistico Vermeer aggiunge un altro elemento importante oltre a quello della prospettiva e della realizzazione degli effetti di luce: la grande attenzione per le ombre. 

Un altro meraviglioso dipinto dell'artista olandese è "Giovane donna con bicchiere di vino" realizzato tra il 1659 e il 1660 e conservato presso l'Herzog Anton Ulrich-Museum Kunstmuseum des Landes Niedersachsen di Braunschweig. Mentre sullo sfondo viene rappresentato un giovane uomo che posa la mano sul capo, in primo piano viene ritratta una giovane ragazza con in mano un bicchiere di vino che gli viene offerto gentilmente da un ammiratore.
Il tema che quindi viene rappresentato è quello dell'adulazione da parte di un giovane nei confronti di una bella donna, tipico tema in voga tra i pittori del XVII secolo. Una delle caratteristiche di questo dipinto è senz'altro il fatto che lo sguardo della fanciulla sia rivolto verso il pittore. 

Nelle tre opere analizzate quindi è possibile notare come Johannes Vermeer cerchi di porre in risalto la brillantezza attraverso la manipolazione del colore, la realizzazione delle ombre e gli effetti particolari della luce.

giovedì 27 settembre 2012

John Constable: il sentimento nel paesaggio.


John Constable è considerato come uno degli esponenti più importanti del romanticismo inglese nel campo dell'arte e della pittura insieme a William Blake e a William Turner. L'artista inglese nasce nel 1776 da una famiglia benestante. Dal 1799 inizia a frequentare la Royal Academy di Londra, in quanto l'arte è da sempre la sua più grande passione.
Fino al 1802 John Constable continua i suoi studi e si fa impartire lezioni private da Georges Beaumont. Il pittore inoltre esegue la maggior parte dei suoi dipinti all'aria aperta: i paesaggi che spesso dipinge nelle sue tele sono quelli di campagna.

In Inghilterra inizialmente molti dei suoi dipinti non riscuotono un grande successo e nei primi tempi della sua carriera artistica, Constable vive una situazione economica non semplice. Nel 1829, in età adulta, l'artista inglese entra a far parte della Royal Academy della Capitale e dal 1833 inizia anche a impartire lezioni di pittura paesaggistica.

Una delle opere artistiche più conosciute del pittore inglese è: "Il Mulino di Flatford" conservato presso la Tate Gallery di Londra e dipinta da Constable nel primo ventennio del 1800. In questa tela viene dipinto un paesaggio di campagna. L'artista, prima di realizzare il dipinto vero e proprio, ha eseguito vari disegni preparatori che ha più volte modificato.
Il lato sinistro del dipinto è dominato dalla presenza del fiume sul quale fluttuano i barconi; con grande senso realistico in primo piano vengono rappresentati due barconi che compiono delle manovre: un giovane è colto nell'atto di liberare il cavo con cui il primo barcone è attaccato al cavallo, mentre un altro uomo è intento a girare un'altra imbarcazione con un grande palo. Sul lato destro della tela si intravede un grande prato verde che viene falciato da un uomo.

Tanti sono i particolari che si possono vedere nella tela: le varie tipologie di fiori, le case rappresentate in lontananza, gli alberi che si possono scorgere all'orizzonte. Uno degli elementi più rilevanti di questo quadro è l'uso del "colore locale" da parte dell'artista, ovvero il colore reale degli oggetti alla luce naturale.  Questo celebre capolavoro artistico è considerato come uno dei migliori lavori di John Constable soprattutto per la messa a fuoco meticolosa delle immagini. Agli occhi dell'osservatore, infatti, questo dipinto sembra essere una vera e propria riproduzione fotografica curata nei minimi particolari.

Un'altra sua nota tela è: "The White Horse" facente parte della collezione Frick di New York e dipinta nel 1819. In questo lavoro viene dipinta la scena dell'attraversamento del lago da parte di un uomo e del suo cavallo bianco. La scena ritratta però viene posta in secondo piano rispetto alla rappresentazione del paesaggio circostante che viene accuratamente dipinto con dei colori molto luminosi che rendono l'idea di limpidezza.

 John Constable quindi realizza delle tele aventi come soggetti pittorici rilevanti i paesaggi naturalistici, che vengono riprodotti con grande naturalezza grazie all'uso del "colore locale". Questi lavori artistici sono stati poi rivalutati dopo la sua morte e vengono apprezzati in tutto il mondo.