martedì 14 febbraio 2012
Sandro Botticelli: tra mito e natura.
Sandro Botticelli nacque nel 1445 a Firenze da una famiglia di modesta condizione sociale. Dal 1464 al 1467 Sandro Botticelli svolse il suo apprendistato presso la bottega del maestro Filippo Lippi; nel 1470 quest'ultimo morì e il Botticelli aprì una bottega propria.
Il celebre pittore fiorentino si distingueva dai suoi colleghi artisti, infatti, nelle sue opere artistiche rappresentava la bellezza in tutti i suoi aspetti. Il suo obiettivo era inoltre quello di rappresentare la grazia e i sentimenti dei soggetti rappresentati. Un altro aspetto che caratterizzava le opere artistiche del celebre pittore era la prevalenza dell'elemento grafico rispetto all'attenzione per le tonalità cromatiche.
Uno dei dipinti più importanti del Botticelli fu la "Primavera" , realizzato intorno al 1478 ed oggi custodito presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. Primavera è considerato un capolavoro dell'arte rinascimentale e come uno dei quadri più belli dell'artista fiorentino.
In quest'opera mito e natura si intrecciano, infatti, vengono rappresentati sia elementi paesaggistici incantevoli volti a sottolineare la bellezza e la perfezione della natura sia figure mitologiche come divinità e ninfe.
I personaggi dipinti sono divisi per gruppi; sul lato sinistro del quadro vi è un personaggio maschile colto nell'atto di cogliere un frutto da un albero e vestito con un mantello rosso e un pugnale, accanto all'uomo viene ritratto un primo gruppo composto da tre donne che danzano; al centro invece viene ritratta una giovane donna vestita di rosso e blu e un angelo (che si trova sopra di lei) colto nell'atto di scoccare una freccia.
A destra invece vi sono due donne: la prima indossa un abito di colore chiaro ornato di fiori, la seconda invece indossa solo una veste con il velo e sembra stia scappando dalla figura maschile raffigurata alle sue spalle.
Un elemento che è possibile riscontrare nell'opera è quello prospettico, il quale è determinato dalla disposizione dei soggetti in tre distinti gruppi.
Sandro Botticelli, in questo dipinto, fece inoltre uso degli elementi chiaroscurali, infatti, utilizzò colori scuri per la colorazione dello sfondo e colori chiari per dipingere i vari personaggi. Secondo una lettura allegorica del dipinto da destra verso sinistra, il personaggio maschile che segue la donna con la veste velata sarebbe Zefiro (vento primaverile) che insegue la ninfa Clori, divinità dei fiori e della primavera; al centro invece viene rappresentata la dea della bellezza Venere e al di sopra di lei Eros, suo figlio e Dio dell'amore.
A sinistra invece vengono ritratte le tre Grazie: Aglaia, Eufrosine e Talia che simboleggiano rispettivamente lo splendore, la gioia e la prosperità. Infine sul lato sinistro è rappresentato il dio del commercio e dell'eloquenza Mercurio.
L'artista fiorentino in questo capolavoro trae ispirazione anche da fonti letterarie molto importanti, come il De rerum natura di Lucrezio e Le Metamorfosi e i Fasti di Ovidio. Nel dipinto inoltre vengono rappresentate anche varie piante e fiori: alberi d'arancio, fiordalisi, ranuncoli, crisantemi, papaveri.
Facendo un'analisi più approfondita dell'opera sembra evidente come Sandro Botticelli voglia celebrare la bellezza della natura.
martedì 7 febbraio 2012
Il femminismo in Svezia: un importante modello di emancipazione femminile.
Il movimento femminista svedese nacque alla fine del 1800, nel periodo in cui re Oscar concesse alle donne svedesi dei diritti importanti come il diritto di successione ereditaria, la libertà religiosa e importanti diritti alle donne nubili.
Grazie a un importante provvedimento del 1918 le donne svedesi ottennero anche l'estensione al suffragio, che avrebbe permesso loro di votare all'età di diciotto anni. Le donne in Svezia quindi erano molto emancipate e i diritti sociali e politici che avevano ottenuto garantivano loro di vivere meglio rispetto alle donne di altri Paesi mondiali. Negli anni Trenta inoltre lo Stato svedese concedeva loro numerosi servizi: lavanderie collettive, asili nido, ristoranti.
Anche in Svezia, come in altri Paesi europei, però il movimento femminista iniziò a essere operativo e meglio organizzato a partire dal 1968. Grazie a otto femministe svedesi venne fondato uno dei primi gruppi femministi del Paese, "il Gruppo Otto", che diede l'impulso alla nascita di nuovi gruppi. All'interno di questi circoli le militanti discutevano sulla parità tra uomo e donna che a loro avviso non era del tutto garantita neanche in Svezia.
Il 1970 fu un anno molto importante per il movimento femminista svedese, infatti, si tenne il primo Convegno femminista a cui parteciparono cento donne. Grazie alle lotte del femminismo svedese si da grande impulso al raggiungimento della parità tra uomo e donna grazie agli insegnamenti impartiti sia ai bambini che alle bambine, alla Legge che permette alle donne di decidere autonomamente in tema di aborto a partire dal terzo mese di gravidanza. Un'importante Legge è quella sulla violenza sessuale, che sancisce delle pene molto severe anche nei casi di violenza coniugale.
Nonostante questi riconoscimenti importanti però esse oggi si sentono meno agevolate rispetto agli uomini nell'ambito dei diritti economici e nell'ambito politico: per esempio gli uomini percepiscono degli stipendi più elevati rispetto a loro e spesso ricoprono le cariche più prestigiose all'interno del Parlamento.
Anche nei sindacati operai, dove le le donne sono molte di più, sono gli uomini a ricoprire i ruoli dirigenziali. Nel biennio 1993-1994 inoltre il tasso di disoccupazione femminile è aumentato notevolmente soprattutto tra le donne facenti parte di nuclei familiari numerosi.
Una femminista svedese molto popolare è Gudrun Schyman che fino al 2006 ha fatto parte del Parlamento svedese. La Schyman inoltre fino al 2003 è stata la leader dello Swedish Left Party.
Nel 2005, appoggiando gli ideali del movimento femminista, è stata una delle principali fondatrici della Feminiist Initiative, il partito femminista svedese che alle elezioni parlamentari svedesi del 2006 ha ottenuto solo lo 0,68% dei voti. Gudrun Schyman inoltre afferma che gli uomini che commettono violenze sulle loro mogli devono essere puniti e sanzionati duramente.
In Svezia quindi le donne ottennero diritti molto importanti già dalla seconda metà del XIX secolo e il movimento femminista è diventato sempre più attivo in particolar modo dal 1968 fino ai nostri giorni, battendosi a favore della parità tra uomini e donne.
mercoledì 1 febbraio 2012
L'associazionismo femminile in Sudafrica.
Le donne sudafricane dovevano sopportare anche la situazione politica che si era venuta profilando nel loro Paese, dove venne instaurato il regime razzista dell'apartheid. La minoranza bianca sudafricana aveva infatti il controllo del Sudafrica dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale.
Il governo bianco emanò numerosi provvedimenti che erano tesi a colpire le sudafricane nere: per esempio nel 1950 fu varato il "The Urban Act" che limitava tantissimo la mobilità femminile nel Paese, inoltre per circolare nelle varie aree territoriali del Sudafrica le sudafricane nere erano costrette ad avere con sé un lasciapassare.
Essendo stanche dei soprusi e delle discriminazioni che dovevano continuamente subire, nel corso degli anni Cinquanta esse iniziarono a dar vita a tutta una serie di manifestazioni con l'intento di migliorare il loro status sociale.
Il 1956 fu un anno molto importante, infatti, 146 delegate sudafricane decisero di incontrarsi per discutere dei problemi delle donne nere all'interno del loro Paese e dei diritti umani, che dovevano essere garantiti a tutta la comunità sudafricana. Nel corso degli anni Cinquanta tanti furono gli scioperi organizzati dalle sudafricane per protestare contro il provvedimento del governo bianco, il The Urban Act e per ottenere il pieno riconoscimento dei loro diritti. Una delle manifestazioni più grandi fu organizzata sempre nel 1956; in occasione di questo grande sciopero, che si tenne nel mese di agosto, scesero in piazza ben 20.000 donne sudafricane sempre con l'obiettivo di protestare contro questo impopolare provvedimento governativo.
Le 20.000 sudafricane che parteciparono a questa imponente manifestazione ebbero anche il sostegno della Federation of South African Women (FSAW).
L'associazionismo femminile divenne sempre più importante in Sudafrica e negli anni Sessanta gli scioperi femminili furono tanti nonostante il governo avesse preso dei provvedimenti impopolari contro le varie organizzazioni che protestavano contro l'apartheid. Dopo decenni di lotte contro l'apartheid, nel corso degli anni Novanta, con l'avvento al potere di Nelson Mandela in seguito a elezioni democratiche, le donne sudafricane ottennero finalmente il riconoscimento dei loro diritti.
Numerosi furono i cambiamenti che si registrarono in Sudafrica a favore delle donne nere: l'innalzamento del livello di istruzione femminile, il rispetto di diritti fondamentali come la libertà di parola e d'associazione, l'espansione dei modelli di informazione, l'affermazione di un network locale e internazionale, la creazione di nuovi modelli di comunicazione, l'inserimento delle sudafricane nere nella realtà locali grazie all'operato di importanti ONG e di organizzazioni religiose.
Con la caduta dell'apartheid, il nuovo governo guidato da Nelson Mandela cercò di tutelare le donne grazie alla nuova Costituzione sudafricana, che garantiva loro di partecipare al processo di ricostruzione del Paese, avendo gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini.
Le donne sudafricane quindi, grazie alla loro grande forza d'animo, ottennero dei grandi risultati che le condussero ad emanciparsi notevolmente.
mercoledì 18 gennaio 2012
La prospettiva pittorica e l'uso del colore in Alfred Sisley.
Il paesaggio è il soggetto pittorico più ricorrente nelle tele di Alfred Sisley che lo rappresenta in tutta la sua bellezza e in tutta la sua armonia. Egli mette in pratica nelle sue tele la tecnica en plain air, che consiste nel dipingere le opere artistiche all'aria aperta. I paesaggi che Alfred Sisley rappresenta in molti dei suoi quadri vengono realizzati traendo spunto da luoghi bellissimi e familiari per il celebre pittore impressionista: la Senna, la foresta di Fontainebleau,ecc.
Uno degli aspetti principali che è possibile riscontrare nelle opere artistiche del pittore impressionista è il riflesso dei raggi solari sull'acqua del fiume Senna, che viene reso con grande abilità e con delle tonalità di colore molto realistiche.
Una delle opere artistiche realizzate da Sisley nel 1892 è "Le Canal du Loing", che è custodito presso il Museo d'Orsay di Parigi. Il dipinto rappresenta il canale situato a Moret-sur-Loing, dove l'artista si trasferisce nel 1882 per il resto della sua vita. La cittadina francese di Moret-sur-Loing è un luogo molto suggestivo e verrà riprodotto da Sisley in varie tele.
Il Canal du Loing viene dipinto, in questo lavoro, dal lato della sua curvatura. In questo lavoro vengono anche rappresentati dei pioppi della stessa altezza disposti in modo lineare lungo il canale. In lontananza inoltre è possibile intravedere anche la sponda opposta del canale. In questa tela sembra essere rispettato l'elemento prospettico che Sisley utilizza in genere per la rappresentazione di lunghe strade che quasi sembrano scomparire in lontananza. Grande importanza assume anche la rappresentazione del cielo, che è riprodotto con grande attenzione e accuratezza.
I colori principali che l'artista utilizza sono: il celeste chiaro per la colorazione del cielo e dell'acqua del canale, il bianco per le nuvole e per le case, il marrone chiaro per la colorazionedei pioppi e il verde chiaro per la colorazione della vegetazione rappresentata sul lato destro del quadro.
Un altro dipinto del pittore francese è: "Les Régates à Moseley", realizzato nel 1874 e conservato presso il Museo d'Orsay di Parigi. Questo quadro è dipinto adottando la tecnica di pittura a olio e rappresenta delle regate in corso a Moseley, in Francia. In questo lavoro è evidente l'appartenenza di Sisley al movimento pittorico impressionista, infatti, egli dipinge con pennellate molto rapide e dai colori molto vivaci e intensi come il verde, il celeste, il bianco, il giallo chiaro, il rosso e l'azzurro per la colorazione delle bandiere. Un altro elemento caratteristico dell'impressionismo che qui viene chiaramente rappresentato è il riflesso della luce sull'acqua del fiume.
Anche in questa tela l'artista da grande importanza alla rappresentazione del cielo che viene reso con colori molto vivaci come l'azzurro e il verde.
Infine un'altra sua celebre opera è "La neve a Louviciennes", dipinto nel 1878 e custodito presso il Museo d'Orsay di Parigi. In questa tela viene rappresentato un paesaggio innevato a Louviciennes. Il colore predominante è il bianco che viene impiegato per la colorazione della neve. Uno degli elementi più evidenti è l'uso del colore da parte dell'artista che sembra voler studiare le variazioni della luce. Tra gli altri colori predominanti vi sono anche il giallo chiaro e il verde chiaro.
L'elemento prospettico è messo in risalto dalla lunga strada ricoperta di neve da cui in lontananza è possibile scorgere una personaggio molto piccolo. Questo capolavoro artistico infonde una sensazione di armonia tipica dei paesaggi invernali innevati.
L'elemento prospettico è messo in risalto dalla lunga strada ricoperta di neve da cui in lontananza è possibile scorgere una personaggio molto piccolo. Questo capolavoro artistico infonde una sensazione di armonia tipica dei paesaggi invernali innevati.
domenica 1 gennaio 2012
Il femminismo italiano tra lotte e conquiste importanti.
Il movimento femminista italiano iniziò a essere operativo nel 1969, manifestando accanto ai giovani italiani che diedero vita alla rivolta studentesca. Le donne italiane avevano quale obiettivo la piena parità di diritti tra uomo e donna e nel 1971 il loro operato divenne ancora più incisivo, infatti, fu fondato nella città di Trento un circolo femminista, noto come Lotta femminista. L'anno seguente inoltre un gruppo di persone pubblicò anche un testo che criticava con durezza lo stato di oppressione che le donne erano costrette a subire sia nel luogo di lavoro sia nell'ambiente familiare (La coscienza sfruttata).
Le esponenti del movimento femminista italiano avevano quale obiettivo principale la totale liberazione delle donne da ogni forma di oppressione imposta dalla società maschilista. Esse volevano ottenere diritti importanti dal punto di vista sociale, economico, politico, giuridico.
Le richieste che le femministe italiane fecero furono molto importanti: la legalizzazione dell'aborto, la parità giuridica all'interno del nucleo familiare tra marito e moglie (pari diritti e responsabilità all'interno della famiglia, eliminazione della dote, la comunione dei beni, patria potestà per entrambi i coniugi, ecc.), l'istituzione del divorzio, la creazione di asili nido, parità di salario tra uomo e donna nel mondo del lavoro.
Durante le proteste femminili e studentesche le donne ottennero due importanti successi: l'adulterio non era più considerato come reato e la separazione nel caso in cui a commettere adulterio fosse stato il marito.
Nonostante questi due risultati importanti, però vi erano numerosi aspetti da cambiare a livello legislativo: per esempio le donne, una volta separate, non avrebbero potuto risposarsi e il divorzio ancora non esisteva.
Dopo innumerevoli lotte, venne presentato un progetto di legge che istituiva il divorzio; questo progetto divenne Legge il 1°dicembre 1970, ma fu messa in discussione da Democrazia Cristiana e dalla Chiesa, contrarie al Testo di legge.
Per questo motivo fu sottoposta a referendum da parte dei membri della DC a e della Chiesa che volevano abrogarla. Il risultato del referendum popolare però non ebbe esito positivo per i democristiani e per i cattolici, per cui la Legge rimase in vigore.
Le donne italiane in questi anni dimostrarono il loro grande carattere, non solo ottenendo innumerevoli successi, ma anche riuscendo a organizzarsi molto bene, dando vita ad assemblee, riunioni e coordinando molto bene la lotta per il riconoscimento dei loro diritti.
Tra le principali esponenti del femminismo italiano vi erano: Carla Accardi, Elvira Banotti, Carla Lonzi, Francesca Garavini.
Carla Lonzi era una critica d'arte e divenne una delle principali esponenti del femminismo in Italia. A suo avviso le donne erano vittime di un modello sociale maschilista che le opprimeva ed è proprio per questo motivo che esse si sarebbero dovute riscattare, esprimendo le loro opinioni personali.
La Lonzi affermava anche che queste si sarebbero dovute liberare dalla situazione di dominio maschile anche nell'ambito della sfera sessuale. Questi principi venivano sottolineati nel suo scritto: "Sputiamo su Hegel", in cui sosteneva che la donna era oppressa dall'uomo non solo dal punto di vista sociale, ma anche dal punto di vista sessuale.
A suo avviso Hegel definiva l'essere donna non come una condizione umana, ma come una condizione derivante da principi di natura divina. Il filosofo affermava anche che essa non doveva essere considerata nella sua soggettività, bensì come essere inferiore all'uomo inquadrabile soprattutto come parte integrante del contesto familiare. Carla Lonzi criticava aspramente questi aspetti del pensiero hegeliano che consideravano la donna come assoggettata al modello sociale patriarcale.
Il movimento femminista in Italia quindi ebbe un grande successo e ottenne risultati molto importanti, nonostante l'opposizione da parte della Democrazia Cristiana e della Chiesa cattolica.
sabato 24 dicembre 2011
Johannes Vermeer: il colore alla base dei suoi capolavori artistici.
Ci sono pervenute poche informazioni sulla vita di Johannes Vermeer grazie ad alcuni documenti ufficiali e ad alcune note scritte da vari artisti. Egli proviene da una famiglia protestante: il padre è Reynier Vermeer, tessitore di seta e possessore di una locanda che lo stesso Jan Vermeer gestirà dopo la morte di questi, la madre è invece una donna belga, Digna.
Nel 1652 muore il padre e Johannes Vermeer porta avanti gli affari di famiglia e gestisce la locanda. Pur essendo di religione protestante, il pittore olandese l'anno successivo sposa Catherina Bolnes, proveniente da una famiglia molto ricca e di religione cattolica. Molto probabilmente anche lui di lì a poco si sarebbe convertito alla religione cattolica, infatti, anche i suoi figli avranno dei nomi cattolici. Poco dopo il matrimonio inoltre i coniugi Vermeer si trasferirono presso l'abitazione della madre di Catherina, una donna molto ricca; grazie alla suocera, infatti, il pittore olandese potrà contare su una buona rendita finanziaria che gli avrebbe permesso di realizzare e commissionare i suoi quadri.
Johannes Vermeer è un artista molto brillante e già nel 1653 inizia a essere molto conosciuto anche negli ambienti importanti della società olandese, poichè entra a far parte della "Gilda di San Luca", la famosa Corporazione di pittori presente in Olanda. Per l'artista questo è un periodo molto proficuo, poiché riesce a vendere numerosi dipinti al mercante Pieter Van Ruijven. Quindi essendo stato ammesso all'interno della Corporazione, l'uomo inizia a vendere le sue opere artistiche con più facilità.
La sua tecnica di pittura è molto particolare, poiché per la realizzazione dei suoi dipinti, Vermeer utilizza uno strumento nuovo per l'epoca: la camera oscura che gli permette di collocare con esattezza le persone e gli oggetti all'interno della tela. Nel dipingere le sue opere artistiche egli segue i canoni stilistici della scuola del Caravaggio e di pittori come Gerrit Van Honthorst e Jacob Van Loo.
Presto adotterà uno stile pittorico unico, traendo ispirazione dalla tecnica pittorica di Rembrandt e del suo maestro di pittura Karel Fabritius. Uno degli elementi caratteristici delle sue tele è in particolar modo la resa del colore. Egli tiene tantissimo alla qualità dei colori che utilizza nei suoi dipinti, infatti, sceglie personalmente i pigmenti da cui ricavare le varie colorazioni. Per esempio uno dei colori che l'artista olandese usa frequentemente è il blu oltremare che viene usato spesso per la realizzazione di sfumature di colore blu.
Una delle sue più note opere artistiche è "Ragazza col turbante", che Vermeer dipinge nel biennio 1665-1666 e che è custodito presso il Mauritshuis dell'Aja, in Olanda. Il quadro è considerato come uno dei suoi principali capolavori artistici e ritrae una giovane fanciulla ritratta di tre quarti e con lo sguardo ammaliante rivolto verso l'artista. L'elemento più rilevante dell'opera è l'effetto della luce sul volto e sul corpo della giovane. Inoltre l'oggetto che viene posto in risalto dalla luminosità del quadro è l'orecchino di perla, che alla vista dell'osservatore da proprio la sensazione di essere di materiale pregiato.
Il dipinto per di più sembra essere stato realizzato con una vera e propria tecnica fotografica, infatti, pare quasi che Vermeer lo abbia dipinto traendo spunto da una fotografia e non da un vero e proprio soggetto artistico.
Le labbra della fanciulla sono socchiuse e di colore rosso e la ragazza sembra essere rappresentata in piena spontaneità, quasi come se non fosse in posa. I colori che vengono utilizzati per dipingere la tela sono il blu oltremare e il giallo tenue per la colorazione del turbante, il marroncino per la colorazione del mantello della giovane fanciulla, il bianco per la colorazione dell'orecchino e per la colorazione delle vesti della ragazza e il rosa chiaro per la colorazione della pelle. Il nero invece viene utilizzato per la colorazione dello sfondo circostante. La tecnica di pittura adottata dall'artista olandese è realizzata mediante colori ad olio.
Un altro suo celebre dipinto è "Suonatrice di chitarra", realizzato nel 1672 e conservato presso la Kenwood House di Londra. In questo quadro viene rappresentata una giovane che suona la chitarra in modo gioioso, considerando l'espressione gioiosa del suo viso. Alle spalle della giovane fanciulla viene rappresentato un quadro che è disposto in modo lineare al soggetto ritratto.
Un elemento pittorico molto interessante è la luce che in questo lavoro proviene da destra, mentre negli altri quadri egli rappresenta la luce proveniente da sinistra, rispettando i canoni pittorici dell'epoca. Le corde della chitarra inoltre vengono rappresentate con delle sfumature di colore in modo tale da dare l'idea di vibrazione e di movimento tipici di un contesto allegro e armonioso.
Le perle della collana vengono realizzate con delle pennellate bianche tese a sottolineare la preziosità del gioiello rappresentato(il filo della collana invece viene colorato con pennellate grigie). Vermeer, in questo dipinto, utilizza dei colori molto caldi e sfumati: per esempio per la colorazione della pelle usa il giallo chiaro e il rosa che rendono l'idea di un gioco di luci e ombre. L'idea di movimento tra l'altro viene resa sia dalla vibrazione delle corde della chitarra sia dalla ragazza colta nell'atto di suonare in modo molto dinamico la chitarra.
Tra gli altri colori predominanti nel dipinto vi sono il giallo per la colorazione dell'abito, il bianco e il grigio per dipingere sempre l'abito, il marrone chiaro per la colorazione della chitarra, il rosa per la colorazione della pelle della fanciulla.
Johannes Vermeer quindi, con una tecnica pittorica, che sembra quasi fotografica, dipinge dei quadri bellissimi e molto realistici, che rendono in pieno l'idea della precisione e dell'ordine.
mercoledì 14 dicembre 2011
Il tema della differenza sessuale nel femminismo francese degli anni Sessanta e Settanta.
Come negli altri Paesi mondiali il movimento femminista francese affondava le sue radici nel 1700 grazie a personalità importanti come Olympe de Gouges, Jeanne Deroin, Pauline Roland e altre.
Sul finire degli anni Sessanta del 1900 il movimento femminista francese iniziò nuovamente ad essere operativo grazie a femministe celebri come Luce Iragaray, scrittrice di origini belghe, che fu una delle esponenti di spicco dell'associazione femminista Psy-et-po (Psychanalise et politique).
Questa nota associazione femminista francese traeva spunto dalle teorie psicoanalitiche di Jacques Lacan, le quali erano volte al rinnovamento della psicoanalisi freudiana attraverso gli elementi del pensiero strutturalista di Jacques de Saussure. Luce Iragaray scrisse l'opera "Speculum. De l'autre femme", che le costò anche il posto di lavoro presso il dipartimento di psicoanalisi dell'Università di Parigi a Vincennes.
Uno degli elementi fondamentali del suo pensiero era quello della differenza sessuale che a suo avviso stava alla base della società. Per la scrittrice inoltre la società era caratterizzata da numerose differenze di natura linguistica, culturale e religiosa. Queste differenze avevano come base la differenza sessuale tra uomo e donna.
Luce Iragaray affermava che solo traendo spunto dalla differenza sessuale tutte le altre differenze potrebbero essere rispettate. Il rispetto delle differenze per di più avrebbe condotto uomini e donne alla convivenza pacifica.
Nel testo "Speculum. De l'autre femme" l'autrice fece un'aspra critica ai modelli di femminilità freudiana e lacaniana. La donna fece delle rivisitazioni della filosofia classica in questo scritto, analizzandola dal punto di vista femminile. Nel 1977 essa scrisse : "Questo sesso che non è sesso", in cui criticava ancora una volta le teorie psicoanalitiche classiche. A suo avviso le teorie psicoanalitiche e le filosofie dell'Occidente erano solo frutto dei valori maschili. Ancora una volta in questo testo l'intento era quello di rinnovare le teorie della psicoanalisi e delle filosofie occidentali.
Un'altra celebre femminista degli anni Sessanta-Settanta fu Hélène Cixous, che viveva nell'Algeria colonizzata dai francesi. La Cixous scrisse "Jour de l'an" in cui descriveva una rete caratterizzata da spostamenti in cui vi era una tensione tra un radicamento e uno sradicamento. Questa tensione aveva quali elementi principali il rispetto delle differenze e il movimento. Dopo aver trascorso parte della sua vita in Algeria, la scrittrice si stabilì a Parigi in cui continuò ad analizzare nei suoi libri il tema della differenza sessuale.
In testi come ad esempio "Portrait de Dora", l'autrice fece delle riflessioni in merito a questioni inerenti la differenza sessuale, le cui dimensioni e implicazioni mettevano in risalto i temi della costruzione dell'identità e della sessualità.
Un'altra femminista fu la psicanalista e semiotica bulgara naturalizzata francese, Julia Kristeva, che espose il pensiero sull'ordine semiotico materno. Questo sarebbe costituito da tutta una serie di simboli che descriverebbero il rapporto tra madre e figli sin dal momento della nascita.
L'ordine semiotico materno si sostituirebbe all'ordine semiotico paterno descritto da Jacques Lacan.
Il femminismo francese quindi, nel corso degli anni Sessanta-Settanta iniziò a essere di nuovo attivo e grazie ai pensieri di Luce Iragaray, Hélène Cixous e Julia Kristeva, che vivacizzarono il dibattito sulla differenza sessuale in corso in quegli anni.
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