lunedì 1 agosto 2011

Le grandi Rivoluzioni: la Rivoluzione francese fino alla presa della Bastiglia.



Le cause che determinarono lo scoppio della Rivoluzione francese furono soprattutto due: l'esasperazione del popolo francese-rappresentato all'interno del Terzo Stato-che doveva pagare le tasse più salate del Paese e l'arricchimento di un gruppo di professionisti, gli appaltatori, che si occupavano di riscuotere le tasse. In primo luogo i membri della nobiltà e quelli appartenenti al clero godevano di svariati privilegi, per cui non dovevano pagare delle imposte pesanti come quelle che gravavano sul popolo. Inoltre grandi erano gli sprechi fatti da Luigi XVI e dalla moglie Maria Antonietta per rendere sontuosa la reggia di Versailles. Presto il re scelse due nuovi Ministri delle Finanze, Tourgot e in seguito Necker, i quali vennero presto licenziati per aver affermato che l'unica soluzione per risollevare le Finanze reali sarebbe stata quella di dividere il pagamento delle tasse tra clero, nobiltà e Terzo Stato. Dopo di loro il nuovo Ministro delle finanze fu Calonne, uomo che accontentava le posizioni del re Luigi XVI, della nobiltà e del clero. In secondo luogo gli appaltatori, i quali riscuotevano le tasse per conto della Corona, trattenevano per sé gran parte del denaro che avrebbe dovuto rimpinguare le casse reali.

Presto la situazione iniziò a precipitare e i membri del Terzo Stato, animati dagli esponenti della borghesia francese, iniziarono a pensare alla convocazione degli Stati Generali francesi che non venivano più convocati ormai dal 1614, quando a capo della Monarchia reale vi era Re Luigi XIV. Nel frattempo anche Calonne, come i suoi predecessori, giunse alla conclusione secondo cui sarebbe stato opportuno ripartire il pagamento delle imposte tra nobiltà, clero e Terzo Stato; per questo motivo i reali di Francia lo sostituirono con Loménie de Brienne, il quale giunse anch'egli alle conclusioni dei precedenti ministri francesi.
Il re quindi richiamò alla guida del Ministero delle Finanze Jacques Necker, il quale però decise di convocare gli Stati Generali nel 1789. Il 5 maggio dello stesso anno si aprirono quindi gli Stati Generali e presso la reggia di Versailles giunsero i membri di nobiltà, clero e Terzo Stato.

L'obiettivo di clero e nobiltà era quello di iniziare i lavori in sedi separate, poiché essendo i membri delle classi più ricche avrebbero potuto votare e avere la meglio sul Terzo Stato, che godeva invece di minori privilegi. Se invece il voto fosse stato eseguito in una sede unica avrebbe potuto prevalere il Terzo Stato. Trascorse sei settimane, non era stata presa ancora una decisione, per cui gli esponenti del Terzo Stato decisero di riunirsi in un'altra sede, sfidando apertamente la monarchia francese.
Tutte le stanze reali erano state chiuse e l'unica ala accessibile agli esponenti del Terzo Stato era la celebre Sala della Pallacorda. Ad essi si aggiunsero circa 150 membri del Basso clero; in questa sala venne fatto il noto "Giuramento della Pallacorda", che prevedeva che gli esponenti di questo gruppo non si sarebbero più sciolti, finché nel Paese non fosse stato varato un nuovo Testo costituzionale.

Il re, con un'astuta strategia, sembrava aver rispettato la posizione dei membri che avevano prestato questo giuramento, decidendo quindi di riunire il 9 luglio 1789 l'Assemblea Nazionale Costituente. Presto però con un grande colpo ad effetto egli riunì attorno a sé molti uomini  che facevano parte delle truppe reali dislocate in tutte le regioni del Paese e allontanò Jacques Necker dal Ministero delle Finanze.
L'obiettivo del sovrano francese era quindi quello di voler sedare la rivolta in atto nel Paese con la forza. Il 13 luglio un gruppo di parigini rivoltosi presero d'assalto un negozio che vendeva armi; essi già tramavano l'evento che avrebbe condotto alla presa della Bastiglia. Il 14 luglio 1789 si verificò, infatti, la presa della Bastiglia per mano dei rivoltosi francese che ebbero la meglio sulle truppe reali, le quali furono sconfitte.
Presto in tutte le Regioni francesi furono create delle nuove entità municipali e si organizzò anche la Guardia Nazionale.

Questo evento era considerato epocale e simbolico per la Francia, poiché rappresentava il risveglio della coscienza nazionale francese.

L'impressionismo: tra movimento e impressione.



L'impressionismo è un movimento artistico che nasce in Francia nella seconda metà del 1800. Il nome impressionismo deriva da un giudizio negativo fatto dal critico d'arte francese Louis Leroy in merito allo stile artistico dei pittori impressionisti. Questo celebre movimento artistico si distacca in modo molto evidente dai canoni pittorici e artistici classici, che seguivano una precisa tecnica pittorica e stilistica caratterizzata dalla presenza di chiaroscuri, delle ombre rese con il colore nero e dalla presenza dell'elemento prospettico per dipingere le opere artistiche.
A differenza dei pittori antecedenti, i pittori impressionisti vogliono dipingere le loro opere artistiche in piena autonomia e libertà.

Gli esponenti dell'impressionismo sono: Claude Monet, Berthe Morisot, Mary Cassatt, Pierre-Auguste Renoir, Édouard Manet, Gustave Caillebotte, Frederic Bazille, Camille Pissarro, Alfred Sisley e Edgar Dégas. Questi celebri artisti, sebbene le loro opere all'epoca vengono rifiutate presso i più grandi Salons francesi, decidono di organizzare le loro prime mostre presso lo studio fotografico di Nadar, che si trova a Parigi.
I soggetti pittorici privilegiati dagli artisti impressionisti sono i paesaggi naturalistici, i nudi femminili, scene rapppresentate in scuole di danza (Edgar Dégas), ritratti di uomini, donne, bambini, nature morte.
Nei loro dipinti viene rappresentata l'idea di movimento, realizzata con delle pennellate rapide, vivaci e intense.  Un altro elemento caratteristico che emerge nelle loro tele è riscontrabile nella rappresentazione dei paesaggi naturalistici; infatti, grande è l'abilità di questi noti pittori nel rappresentare in modo armonico e realistico il riflesso del cielo sull'acqua di fiumi, laghi, ecc...

Inoltre essi eliminano l'elemento delle ombre rese con il colore nero, tipico dei precedenti movimenti artistici, rendendo l'idea delle ombre attraverso altri tipi di colori. Un altro elemento molto particolare che è possibile riscontrare in numerosi quadri impressionisti è la rappresentazione della natura come se fosse vitale e capace di trasmettere una sensazione di armonia e quiete. Uno dei pittori che meglio rende l'idea del senso di quiete della natura è Claude Monet, il quale dipinge con grande frequenza i paesaggi naturalistici, le ninfee e bellissimi  e immensi giardini. Il celebre artista francese inoltre rappresenta, nei suoi dipinti paesaggistici, il suo stato d'animo caratterizzato dall'osservazione attenta e serena della natura che lo circonda.

L'idea di movimento invece è resa bene da Edgar Dégas nei suoi quadri impressionisti che ritraggono lezioni di danza e scene di ballo. Egli con grande abilità e pennellate rapide e intense riesce, nei suoi dipinti, a rendere molto bene l'idea di movimento. Un'altra tematica molto importante invece viene rappresentata dall'artista francese Pierre-Auguste Renoir, ovvero la bellezza rappresentata da soggetti pittorici come le donne, le bambine e la natura.
La prima mostra ufficiale organizzata dagli esponenti dell'impressionismo si tiene nel 1874 presso la "Societé Anonyme des Artistes peintres, sculpteurs, graveurs". I locali dove vengono esposte le opere impressioniste sono quelli del fotografo Nadar. I pittori impressionisti non espongono le loro opere in luoghi di esposizione d'arte ufficiali, ma in luoghi da loro medesimi gestiti. Gli artisti impressionisti inoltre non costituiscono un movimento pittorico omogeneo, in quanto sono soliti dipingere in totale indipendenza, ma incontrarsi per esporre le opinioni in ambito artistico e culturale presso dei luoghi di ritrovo noti come ad esempio il Café Guerbois.

Gli esponenti dell'impressionismo rappresentano nelle loro tele ciò che vedono in un preciso momento; riescono, infatti, con grande estro creativo a rappresentare la luce con un gioco di colori dalle varie tonalità cromatiche, rappresentano la natura così come la osservano, ritraggono dei soggetti in modo spontaneo, spesso nei loro momenti di vita quotidiana. L'osservatore di questi affascinanti quadri, elaborati con una tecnica pittorica unica, prova una sensazione molto gradevole. Egli, infatti, analizza attentamente il vivace e intenso uso dei colori da parte degli artisti, le pennellate rapide che esprimono spesso l'idea di movimento.

Una delle tecniche pittoriche più utilizzate da molti esponenti dell'impressionismo è quella definita "en plein air", caratterizzata dal dipingere le tele all'aria aperta. Ad esempio vi sono alcuni pittori che realizzano dipinti paesaggistici, recandosi presso la foresta francese di Fontainebleau; lo stesso Claude Monet dipinge le piante, le ninfee e i fiori del laghetto che si trova presso la sua abitazione.

L'ultima mostra, dove i pittori impressionisti esporranno le loro opere, è quella tenutasi nel 1886. Mentre in passato i pittori impressionisti hanno ricevuto solo critiche e giudizi negativi, nel corso dei decenni le loro opere sono state rivalutati e vengono apprezzate dalla critica artistica mondiale.

sabato 30 luglio 2011

Edvard Munch, il pittore del sentimento.


Edvard Munch cresce in Norvegia e perde la madre alla giovane età di cinque anni. A crescerlo sono il padre e una delle sue sorelle più grandi. Dopo aver seguito le scuole elementari, il padre lo iscrive contro il suo volere presso un Istituto tecnico, ma lui si ribella e dopo solo un anno abbandona gli studi per dedicarsi allo studio dell'arte, iscrivendosi a dei corsi di scultura che si tengono nel suo Paese. Un altro evento drammatico colpisce Edvard Munch, infatti, subisce la perdita della sorella Sophie a causa della tubercolosi. Nel 1883 egli partecipa alla mostra che viene esposta presso il Salone delle Arti Decorative di Christiania con una delle sue prime opere artistiche, che non riscuote grande successo.

Sempre in Norvegia egli ha modo di frequentare i pittori e gli scrittori più noti  dell'epoca. Inoltre in quegli anni il pittore studia presso l'Accademia delle Belle Arti, dove ha modo di iniziare a dipingere le sue opere artistiche con colori molto scuri. Nel corso degli studi accademici egli ha anche modo di entrare in contatto con gli artisti dell'epoca, i quali dipingono paesaggi naturalistici. Nel 1885 Edvard Munch effettua un viaggio a Parigi, visitando il Museo Louvre e il Salon, dove vengono esposte le opere dei pittori impressionisti.
Egli rimane molto colpito dalle tele di  Édouard Manet, le quali sono dipinte con una tecnica pittorica chiaramente impressionista. 


Pur rimanendo colpito dalle opere di Manet, egli non dipinge i suoi quadri traendo spunto dall'impressionismo francese. Munch dipinge i suoi quadri in modo molto spontaneo, ponendo successivamente in risalto i soggetti pittorici che rappresenta. I colori che egli utilizza per dipingere assumono delle sfumature e delle tonalità così profonde al punto di mettere in risalto sia i soggetti pittorici che rappresenta sia i paesaggi rappresentati sullo sfondo. 


Il dipinto più celebre di Edvard Munch è "L'urlo", realizzato nel 1894 e custodito presso in Museo Munch di Oslo. In questa tela viene rappresentato un uomo che urla. Agli occhi dell'osservatore questo quadro trasmette un senso di angoscia inconfondibile, poichè la scena è rappresentata con dei colori molto scuri e intensi. Lo stesso artista norvegese sembra voler rappresentare nel dipinto uno stato d'animo come l'angoscia esistenziale che invade l'uomo in alcuni momenti della sua vita.
Quest'opera genera scalpore, poiché mette gli individui a confronto con un soggetto pittorico che comunica, attraverso un grido di dolore, l'inquietudine e gli stati d'animo terribili della vita. L'opera viene rappresentata con una tecnica pittorica molto particolare contrassegnata dall'uso di linee diagonali e di linee parallele; queste linee rendono l'opera molto dinamica e generano nell'osservatore uno stato d'animo caratterizzato da angoscia e da tensione.
Lo sfondo del quadro è dipinto con un colore giallo-arancio che serve per rappresentare la luce. Questa luce, che viene resa molto bene sullo sfondo, sembra accecare in modo molto intenso l'uomo ritratto che prova una sensazione di inquietudine e timore. L'uomo rappresentato sul ponte viene inoltre posto in primo piano, rendendo quindi l'idea di separazione spaziale rispetto allo sfondo. Gli altri colori dominanti sono inoltre il blu per dipingere il fiume e il marrone per dipingere il ponte.

Un'altra opera realizzata da Edvard Munch nel 1892 è "Sera sulla via Karl Johann", che rappresenta varie persone che fanno una passeggiata lungo la via Karl Johann di Oslo. Munch ritrae delle persone appartenenti alla borghesia norvegese; il loro volto sembra quello degli zombie, che conducono una vita vuota, priva di emozioni.
La passeggiata viene effettuata nel corso della serata in una città serena e illuminata come Oslo. I corpi cadaverici dei soggetti rappresentati contrastano quindi con la tranquillità della città norvegese. I colori dominanti sono l'azzurro del cielo, il grigio scuro per dipingere la strada, il giallo per rappresentare le luci degli edifici circostanti, il nero per dipingere le vesti.

Edvard Munch è considerato come uno dei pittori dell'arte contemporanea che, nonostante ammiri l'impressionismo francese, prende le distanze da questo movimento pittorico riuscendo a rendere bene gli stati d'animo angosciosi che pervadono l'esistenza umana.

mercoledì 27 luglio 2011

Paul Gauguin: il sogno e l'idillio a Tahiti.

Paul Gauguin si trasferisce con la famiglia a Lima, in Perù, dove vivono i nonni materni. Successivamente egli torna in patria e studia presso le scuole di Orléans e in un collegio di Parigi. Alla giovane età di diciasette anni Paul Gauguin, appassionato del mare, decide di imbarcarsi su una nave mercantile che è diretta verso il Sudamerica. In questo frangente egli ha l'occasione di partecipare, con una spedizione navale, alla guerra franco-prussiana del 1870. Finita la guerra, Gauguin torna in Francia, lavora per un agente di cambio e sposa una ragazza danese. In questi anni inoltre l'artista studia presso l'Accademia d'arte Colarossi.

Nel 1876 espone una delle sue prime opere artistiche nel corso di una mostra impressionista. In questi anni conosce e stringe amicizia con Edgar Dégas, Camille Pissarro, Paul Cézanne. In questi anni l'artista dipinge insieme agli impressionisti, ma in realtà si distacca dal loro stile artistico, per poi iniziare a dare vita, con il suo stile pittorico al postimpressionismo. In questi anni Paul Gauguin perde il suo lavoro, che permette alla sua famiglia numerosa di sostentarsi economicamente.
Dopo un breve periodo passato con la famiglia in Danimarca, egli ritorna in Francia, dove si stabilisce a Pont-Aven.

Le sue opere artistiche più apprezzate sono senz'altro quelle del ciclo sudamericano, dipinte dall'artista francese nel corso del suo soggiorno presso le isole del Pacifico. In queste tele il pittore vuole rappresentare la gente del luogo e i luoghi paradisiaci in cui essa vive.


Nel 1891 Paul Gauguin dipinge: "Due donne tahitiane sulla spiaggia", tela oggi conservata presso il Museo d'Orsay di Parigi. Il soggetto pittorico rappresentato in questa tela è uno dei prediletti dell'artista. Vengono rappresentate qui due donne tahitiane in uno dei momenti della loro vita quotidiana. I volti delle due donne che l'artista sta ritraendo sono molto malinconici e l'artista, con una linea molto precisa  ed elegante, dipinge le due donne con grande accuratezza e con dei contorni ben definiti.
L'elemento più caratteristico di questo celebre quadro, reso con una tecnica pittorica molto particolare, è l'armonia e la serenità che vengono trasmesse dal paesaggio sudamericano, il quale è sognante e idilliaco. In quest'opera, Gauguin utilizza delle linee geometriche ben definite, tese a rimarcare la figura delle due.
I colori predominanti che vengono impiegati per dipingere la tela sono il rosso, il rosa, il giallo per dipingere la sabbia, l'azzurro, il verde, il bianco e il marrone per dipingere la pelle delle due donne.

Un'altro celebre quadro del pittore postimpressionista è : "Donna col fiore(Vahine no te tiare)", dipinto nel 1891 e conservato presso il Ni Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. In quest'opera egli ritrae una giovane tahitiana, che rappresenta l'emblema della purezza e delle bellezza femminile tahitiana.
Anche questa tela fa parte del ciclo pittorico tahitiano. Il soggetto pittorico che egli ritrae è una giovane donna appartenente alla popolazione locale con cui lui è venuto a contatto nel corso del suo primo soggiorno tahitiano. La rappresentazione, sullo sfondo, dei fiori testimonia la volontà da parte di Gauguin di voler rappresentare ancora un soggetto artistico idilliaco.
In questo ritratto ciò che colpisce maggiormente è la rappresentazione dolce e tenera del volto della ragazza, senza tenere in considerazione gli elementi della prospettiva pittorica. Con una tecnica pittorica che si distacca completamente dal movimento pittorico impressionista, egli utilizza colori come il giallo, il viola, il marrone, il rosso, il verde e l'arancio.

Un'altra tela appartenente al ciclo tahitiano è: "Donna con mango (Vahine no te Vi)" che Gauguin dipinge nel 1892. Questo dipinto è custodito presso il Baltimore Museum of Art, negli Stati Uniti. In quest'opera viene ritratta una giovane fanciulla tahitiana  con in mano un mango.
Il volto della fanciulla viene rappresentato con toni dolci e molto distesi; la ragazza rappresentata inoltre sembra rendere l'idea della fecondità femminile. Il corpo della donna ricopre inoltre l'intera tela e viene rappresentato dall'artista con grande semplicità. I colori predominanti che vengono impiegati sono il viola, il marrone, il bianco, il giallo e il rosso.

Paul Gauguin è uno dei principali esponenti del postimpressionismo che, nel ciclo di dipinti tahitiani, rappresenta paesaggi e contesti di vita di un popolo che sta conoscendo gradualmente rendendo l'idea della serenità e del sogno.

domenica 24 luglio 2011

Vincent Van Gogh, alla ricerca della serenità nell'arte.



Vincent Van Gogh cresce in Olanda, dove frequenta la scuola di Zevenbergen. Il giovane Van Gogh impara il tedesco, il francese e l'inglese. Terminati gli studi, egli si inizia alla pittura e lavora come impiegato presso la casa d'arte francese Goupi e Cie all'Aja, a Londra e infine nella sede di Parigi. Dopo aver svolto questa professione egli si licenzia, per dedicarsi dl 1876 all'insegnamento nella città di Londra. Negli anni successivi egli torna in Olanda, dove grazie all'aiuto della sua famiglia svolge l'attività di commesso presso una libreria.
Successivamente Van Gogh si trasferisce ad Amsterdam, dove frequenta la facoltà di teologia. Presto però egli abbandona gli studi per seguire vari corsi per intraprendere la professione di predicatore religioso. Dopo aver lavorato come predicatore tra i minatori che lavorano presso l'area mineraria del Borinage, i suoi superiori lo licenziano per il suo eccessivo zelo religioso.

Abbandonata la carriera di predicatore religioso, Vincent Van Gogh decide di intraprendere, con l'aiuto del fratello Theo, gli studi artistici prima a Bruxelles e poi all'Aja. Dopo gli studi artistici, egli inizia a dipingere con le tecnica pittorica ad olio le sue opere artistiche. Egli inizia a trarre spunto dallo stile artistico impressionista, per poi iniziare a dipingere seguendo uno stile pittorico che lo inquadra all'interno del movimento pittorico conosciuto come postimpressionismo.

Una delle opere artistiche più celebri dell'artista olandese è "Nuit etoilée sur le Rhône ", dipinta nel 1888 e custodita presso il Museo d'Orsay di Parigi. In quest'opera è possibile notare l'attenzione particolareggiata  dell'artista per uno dei soggetti pittorici che sono per lui difficili da realizzare in alcune delle sue tele, gli effetti notturni. La resa delle tonalità cromatiche in questo capolavoro artistico è frutto di un lavoro molto accorto del pittore olandese.
I colori predominanti dell'opera sono il giallo che viene utilizzato per dipingere le stelle del cielo e per rappresentare il loro riflesso sulle acque del fiume Rodano e l'azzurro con le sue varie tonalità cromatiche e sfumature chiare e scure. L'azzurro viene utilizzato per rappresentare il cielo stellato e l'immensa acqua del fiume Rodano. Sul fiume viene rappresentata anche la barca a vela e lungo la sua riva è possibile scorgere in basso una coppia di innamorati. Il giallo delle stelle inoltre assume delle tonalità arancio nel riflesso dell'acqua. In questa tela Van Gogh rappresenta un paesaggio immerso nella tranquillità della notte. L'idea di serenità viene resa anche dalla presenza della coppia di innamorati che passeggiano lungo il Rodano.

Un altro capolavoro artistico dipinto dall'artista nel 1889 è "Vase with Twelve Sunflowers" che è conservato presso il The Philadelphia Museum of Art, negli Stati Uniti. In questo dipinto egli rappresenta uno dei soggetti pittorici più rappresentati nei vari movimenti pittorici dell'epoca, una natura morta. In questa tela viene rappresentato un vaso di girasoli, fiore prediletto dell'artista, che lo rappresenterà ben dodici volte nelle sue opere.
In questo dipinto il colore predominante della tela, con le sue varie sfumature di colore, è il giallo. In questo periodo egli dipinge molto spesso le sue opere, utilizzando il giallo.
Con una tecnica pittorica molto particolareggiata, egli rappresenta nella tela i girasoli, fiori da lui molto amati.
Un altro colore che viene utilizzato è il verde per rappresentare il gambo dei girasoli.

Tre anni prima, nel 1885, invece il pittore dipinge un paesaggio autunnale, nella tela conosciuta come "The Automn Landscape" oggi conservata presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge. Questo dipinto rappresenta un paesaggio autunnale nei pressi di Nuenen. I colori predominanti sono sempre colori molto caldi come l'arancio e il giallo per la rappresentazione degli alberi e della vegetazione. Altri due colori tenui vengono utilizzati per la rappresentazione del cielo: l'azzurro e il bianco.
In questo quadro viene rappresentato un paesaggio autunnale che esprime l'idea di tranquillità.

Vincent Van Gogh, pur avendo la fama di "pittore maledetto", viene considerato come uno dei pittori più amati del postimpressionismo. Oggi le sue tele sono considerate come un gran patrimonio a livello sia culturale sia artistico.

venerdì 22 luglio 2011

Paul Cézanne: alla ricerca di un nuovo stile pittorico.



Paul Cézanne proviene da una famiglia agiata e cresce nella cittadina provenzale di Aix-en-Provence. Dopo aver abbandonato gli studi di diritto che ha intrapreso anni prima, decide di intraprendere la carriera artistica; egli si iscrive presso la scuola di Belle Arti di Aix-en-Provence e successivamente all'Académie Suisse di Parigi. Dopo aver superato i test d'ammissione, Paul Cézanne frequenta i corsi d'arte che si tengono presso l'École des Beaux-Arts di Parigi. Nel 1862 l'artista francese torna ad Aix-en-Provence, dove lavora con il padre.

Egli spesso, quando non lavora nella sua cittadina natale, è solito passare del tempo a Parigi, dove conosce vari pittori impressionisti come Pierre-Auguste Renoir, Frederic Bazille, Camille Pissarro, Claude Monet e Alfred Sisley. Molto importante è per l'artista il periodo compreso tra il 1872 e il 1882, poiché dipinge gli stessi soggetti artistici di uno dei pittori impressionisti più noti dell'epoca, Camille Pissarro. Inizialmente il pittore dipinge seguendo lo stile degli artisti dell'impressionismo francese, cercando di far accettare le sue opere artistiche al Salon, che però le rifiuta.
Negli anni successivi invece Paul Cézanne decide di staccarsi dall'impressionismo francese, riducendo i contatti con gli artisti facenti parte del movimento pittorico e cercando quindi di modificare notevolmente il suo stile artistico. Le sue opere artistiche, infatti, saranno caratterizzate da un'accurata realizzazione degli spazi e dal volume deciso con cui vengono rappresentati gli oggetti.

La tecnica pittorica che Paul Cézanne adotta nelle sue tele è quindi orientata a voler esaltare i colori, gli spazi circostanti e le forme. Questi elementi pittorici sono costantemente presenti nelle opere da lui realizzate e saranno molto apprezzati da altri artisti dell'epoca.

Nel 1879 Cézanne  dipinge la tela "Cortile di fattoria a Auvers", che è conservata presso il Museo Louvre di Parigi. In quest'opera Cézanne, con una tecnica pittorica molto particolare, rappresenta il cortile di una fattoria e l'edificio medesimo. I colori che vengono utilizzati dall'artista per dipingere il quadro sono l'azzurro del cielo che viene posto in risalto con varie sfumature, il colore giallo per la rappresentazione del cortile e il rosso, dalle tonalità cromatiche molto accese, per la rappresentazione del tetto della fattoria.
In quest'opera ciò che è evidente è che tutti gli elementi compositivi assumono la medesima importanza, infatti, è possibile intravedere che in questo dipinto il pittore francese utilizza un nuovo e originale stile pittorico. Questa tela viene dipinta dall'artista con una tecnica ad olio.

Tutti gli elementi compositivi dell'opera vengono rappresentati in modo voluminoso e deciso, mentre molto importante è anche la modalità pittorica utilizzata dall'artista per dipingere lo spazio.

Un altro dipinto realizzato dall'artista francese dal 1873 al 1877 è "Natura morta con bicchiere tazza e mele". In questa tela Cézanne riprende il soggetto artistico delle nature morte realizzate da Manet. Sul tavolo vengono rappresentate delle mele dai contorni e dai volumi ben delineati di colore rosso e giallo, una tazza bianca e blu e un bicchiere ricolmo; ancora una volta quindi il pittore utilizza dei colori molto vivaci e intensi. Il riflesso sul tavolo, il quale è prodotto dagli oggetti, viene rappresentato con grande estro creativo da parte dell'artista, che da nella tela l'idea di brillantezza.
Molto importante è l'utilizzo del grigio, che viene utilizzato per rendere l'idea del contrasto con gli altri colori utilizzati (il giallo, il bianco, il rosso, ecc...). Anche in questo quadro molto evidente è la riproduzione del volume degli oggetti.


 Infine un'altra tela dell'artista è "Ponte sulla Marna a Creteil", dipinto nel 1887 e custodito presso il Museo Pusc'Kin di Mosca. L'elemento che colpisce principalmente l'osservatore della tela è la realizzazione dello spazio da parte di Cézanne. I colori predominanti della tela sono l'azzurro, il verde, il rosso e il bianco, i quali hanno delle tonalità cromatiche molto vivaci e intense. In questo quadro si può ammirare e contemplare la bellezza del paesaggio naturalistico rappresentato.

Paul Cézanne è un artista che vuole distaccarsi dal movimento impressionista e per questo motivo la sua creatività pittorica lo conduce a cercare sempre nuovi elementi stilistici originali.

mercoledì 20 luglio 2011

Gustave Caillebotte: all'ombra dell'impressionismo francese.



Gustave Caillebotte è uno dei pittori impressionisti di cui ci sono pervenute numerose opere artistiche, ma sul finire del 1800 non è considerato come uno degli artisti di spicco dell'impressionismo francese. Egli proviene da una famiglia molto ricca della Francia dell'epoca, infatti, riesce a frequentare l'università di giurisprudenza e allo stesso tempo a coltivare molte passioni: ottiene la laurea in giurisprudenza, progetta la costruzione di navi e altre imbarcazioni, è un collezionista di francobolli, è un marinaio e ha una grande passione per l'orticoltura. Grazie alla sua generosità e nobiltà d'animo, Gustave Caillebotte riesce a stringere buoni rapporti d'amicizia con pittori impressionisti come Manet, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Paul Cézanne e Camille Pissarro.

Egli colleziona anche numerose opere dei suoi colleghi impressionisti; alla sua morte, infatti, la sua collezione privata di opere viene donata allo Stato francese. Oggi la sua grande collezione di opere è custodita presso il Museo d'Orsay di Parigi.

Nelle sue opere artistiche è molto chiara l'appartenenza del pittore all'impressionismo francese; uno degli elementi caratteristici delle sue opere, soprattutto quelle che ritraggono paesaggi, è il riflesso della luce solare sull'acqua dei fiumi. Questo elemento è molto evidente ad esempio in "Voiliers à Argenteuil", dipinto da Gustave Caillebotte nel 1888 e custodito presso il Museo d'Orsay di Parigi. In questo dipinto egli ritrae delle barche a vela che fluttuano sulla Senna. La località in cui vengono dipinte queste barche è Argentueil, cittadina vicino a Parigi in cui Caillebotte ha una casa(in cui si stabilisce già dal 1871).

Le barche a vela che fluttuano sul fiume sono uno dei soggetti pittorici preferiti dell'artista francese. Con una tecnica pittorica inconfondibilmente impressionista, Caillebotte rappresenta delle barche a vela sul fiume Senna; inoltre in quest'opera emerge l'elemento della luce solare riflessa sull'acqua. Nella tela viene quindi rappresentato un paesaggio che rende l'idea dell'armonia, della quiete e della serenità. Dietro il ponte di Argentueil vengono rappresentate le colline di Orgemont e di Sannois e il ponte ferroviario.
Dalle pennellate molto precise e spesse è chiaro che il pittore abbia sottoposto l'opera a varie e accurate revisioni. I colori utilizzati dall'artista sono molto chiari e rendono l'idea di tranquillità. Tra i colori utilizzati per dipingere la tela vi sono il bianco, il celeste chiaro del fiume, il grigio chiaro, il verde e il nero per dipingere le barche.

Un'altra opera dell'artista è "Un giorno di pioggia" dipinto nel 1877 e custodito presso l'Art Institute di Chicago, negli Stati Uniti. In questo quadro Caillebotte rappresenta delle persone che camminano in un centro storico di una cittadina. La scena rappresenta una strada centrale in cui vengono rappresentati in primo piano una donna e un uomo in coppia con un ombrello per ripararsi. In secondo piano vengono rappresentati altri passanti nell'atto di ripararsi dalla pioggia con un ombrello.
Sullo sfondo viene rappresentato un grande palazzo a più piani. Con una tecnica pittorica tesa a voler dare un'idea della situazione meteorologica della giornata, l'artista rappresenta una giornata piovosa. I colori utilizzati nella tela sono il giallo, il blu, il nero. Inoltre Caillebotte vuole rendere l'idea del riflesso dell'acqua sulla strada.

Nel 1883 Caillebotte realizza un'altra tela, "Ritratto di Henri Cordier", custodito presso il Museo d'Orsay di Parigi. In quest'opera egli ritrae l'amico Henri Cordier, mentre è concentrato e immerso nella scrittura di un libro, che è rappresentato sul tavolo aperto. Henri Cordier è un professore francese di geografia, storia e di legislazione degli Stati orientali presso la Scuola di lingue orientali della capitale parigina. Con pennellate molto accurate, l'artista utilizza colori come il blu, il grigio, il marrone, il bianco.

Nonostante non sia stato uno dei pittori impressionisti di spicco del movimento impressionistico francese, egli ha realizzato numerose tele, dimostrando di essere un grande talento artistico.